L'ex centrocampista della US Salernitana 1919 Ivan Varone, ancora di proprietà dei granata, è intervenuto a 'TuttoSalernitana', trasmissione in onda su SeiTv:"Sono ancora un giocatore della Salernitana e mi sono lasciato in buoni rapporti con i ragazzi. Faccio il tifo a prescindere. Volevo andare avanti perché sono uno che non vuole mai perdere. Siamo arrivati ai playoff non in condizioni ottimali, io avevo fatto bene ma poi sono stato fermo le ultime due settimane per un infortunio. Il derby è una partita tosta, ma lo sono tutte: non ci sono risultati scontati. Sarà una bella partita, ma se Salerno si accende sarà dura per tutti venire a vincere. Mi sento con tanti ragazzi ancora oggi, abbiamo formato un bel gruppo. Poi nel calcio ci sono persone che decidono. In quel momento però c’era una scelta da fare e nella mia carriera ho sempre cercato di essere protagonista e dare tutto me stesso. Mi sentivo in difficoltà, anche se ho cercato di aiutare comunque i ragazzi mettendo a disposizione la mia esperienza. Con il gruppo uscivamo insieme anche con le famiglie, voglio bene a tutti".
Coppolaro ha detto che ci è rimasto male quando gli hanno comunicato che non rientrava più nel progetto.
"A gennaio, quando ti sposti con la famiglia, è sempre difficile. Quando hai la fortuna di essere scelto per giocare a Salerno e poi non hai l’opportunità di dimostrare il tuo valore, dispiace. Io volevo restare perché Salerno è una piazza che ho sempre ammirato. Non è per tutti".
Cosa è successo a Latina con Raffaele?
"Era un periodo in cui non giocavo molto. Mi assumo le mie responsabilità e non ho fatto la mia miglior partita, ma ho sempre cercato di dare tutto, anche quando non ero nel mio ruolo naturale e senza cercare alibi. Dopo non so cosa sia successo, io ho sempre cercato di allenarmi al massimo, con rispetto, aspettando le mie occasioni. All’inizio giocavo sempre e vincevamo, poi il mister ha cambiato idea su di me e non mi vedeva più. Può capitare, è successo a me e mi dispiace".
Con Cosmi forse avresti avuto qualche chance in più.
"Ci ho pensato quando c’è stato il cambio di allenatore, ma ormai ero già andato via. Purtroppo la scelta era stata fatta e non volevo essere un peso per nessuno. Forse con Cosmi avrei avuto più spazio, perché si ripartiva da zero e la mia voglia mi avrebbe aiutato".
Dalla sconfitta di Catania c’è stato un calo: cosa è successo?
"Non è successo niente di particolare. Affronti una diretta concorrente e nel primo tempo stavamo facendo bene, la partita era stata sbloccata da un gran gol. Però sei a Salerno e perdere una gara qui non è come perderla in altre piazze. Forse qualcuno ha risentito della responsabilità di giocare in una piazza così importante. Sapevamo che era una partita fondamentale, ma non avrebbe deciso il campionato. È vero che dopo abbiamo fatto qualche pareggio di troppo, anche in casa. Forse si sono perse alcune certezze e consapevolezze".
Forse un direttore sportivo che sceglie un giocatore avrebbe tutto il diritto di dire a un allenatore di dargli più spazio, soprattutto vedendo il curriculum di quel giocatore.
"Dopo la partita di Latina ci sono rimasto male. Ringrazio il direttore per avermi dato l’opportunità di giocare a Salerno. Alcune cose forse potevano andare meglio, sia da parte mia sia da parte sua. In estate ero molto vicino a un’altra squadra del Girone C che lotta per vincere, poi ho scelto Salerno convinto dal direttore, anche se per una piazza come Salerno non c’è bisogno di essere convinti. Uscire a Latina a fine primo tempo mi ha dato fastidio, perché la partita non era stata fatta male solo da me. Essendo uno che già giocava poco, sembrava quasi che le responsabilità fossero tutte mie. Però non mi sono tirato indietro: sono abituato a prendermi le responsabilità. Quella situazione mi ha fatto male, anche se non c’entra nulla Di Vico, che secondo me giocherà ad alti livelli perché ha personalità ed è un ottimo giocatore. Gli auguro il meglio, è un bravo ragazzo che ascolta e lavora bene".
Il futuro di Varone? Gubbio, Salernitana o un’altra squadra?
"Sono un giocatore della Salernitana e ho lavorato forte per conquistarmi Salerno. A Gubbio sapevo di dover fare questi tre mesi e li ho sfruttati per dimostrare che ci sono ancora. Non sono uno che stava male o aveva problemi. Da dicembre a febbraio non ho giocato e qualcuno poteva pensare il contrario. Volevo dimostrare a me stesso di essere ancora un giocatore forte e con tanta fame. Spero e vorrei ancora giocare a Salerno, magari in Serie B, perché faccio il tifo per la squadra e per i ragazzi a cui voglio bene. Poi le scelte le farà chi di dovere. Auguro però il meglio a tutte le persone che sono lì, sono legato a tutti. Spero che questi playoff vadano nel migliore dei modi, ne sono convinto: ho visto la carica del mister e so che c’è tanta voglia di fare bene. Se l’entusiasmo sarà quello visto oggi all’Arechi, sarà dura per tutti venire a giocare a Salerno".
Hai affrontato Campobasso, Pianese e Ascoli: possono insidiare la Salernitana?
"A livello di gioco, l’Ascoli è quella che mi ha impressionato di più, anche rispetto alle squadre del Girone C che ho affrontato nei primi sei mesi. Ha qualità e sa sempre cosa fare in campo. Concede qualcosa, ma è molto forte, così come il Campobasso che ha ottimi giocatori. La Pianese sta facendo bene: magari non ha grandi nomi, ma ha una forte unione di intenti. Due turni playoff non si superano per caso".
Mercoledì sarà all’Arechi?
"Non so ancora quando verrò, ma spero che il percorso continui il più possibile per poter andare a tifare i ragazzi. Faccio il tifo con tutto il cuore".
Un messaggio alla tifoseria che si è ricompattata?
"Non c’è bisogno di dire molto. A Salerno si vive di calcio e i tifosi sanno che in queste partite possono essere decisivi anche loro. Sono il dodicesimo uomo in campo e la squadra ne beneficerà. Devono andare allo stadio e fare quello che hanno sempre fatto".
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