Alla fine il conto lo ha presentato il fisico e probabilmente era inevitabile. La Salernitana è arrivata alla semifinale playoff contro il Brescia dopo settimane ad altissima intensità, giocando due partite in più rispetto ai lombardi e affrontando praticamente ogni gara come una finale. La Salernitana era infatti l’unica semifinalista ad aver disputato più turni perchè l'unica terza rimasta ancora in corsa.

La differenza atletica, soprattutto nel doppio confronto, si è vista. Il Brescia è apparso più brillante, più leggero nelle gambe e più lucido nei momenti chiave della semifinale. (Clicca Qui per rivivere la diretta del match di ritorno). Non soltanto per il numero di gare disputate, ma anche per come ci è arrivato. Dopo il 3-0 dell’andata contro il Casarano, infatti, la squadra di Eugenio Corini aveva potuto gestire il ritorno senza particolari pressioni, ruotando uomini e abbassando il livello dello sforzo. La Salernitana invece è stata costretta a tirare sempre al massimo, senza turnover.

Mister Cosmi si è aggrappato ai suoi uomini migliori partita dopo partita, trovando continuità ma consumando inevitabilmente energie fisiche e mentali. I granata hanno infatti spesso giocato con lo stesso undici. Nella gara d'andata alcuni segnali erano diventati evidenti: meno brillantezza, meno pressione offensiva continua, maggiore fatica nella riaggressione, e a Brescia tutto questo è emerso chiaramente. La Salernitana ha avuto cuore, organizzazione e spirito ma nelle gambe, probabilmente, non ne aveva più.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 28 maggio 2026 alle 15:00
Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023