"Quando una società Interviene tanto a gennaio vuol dire che ha sbagliato molto in precedenza. Io credo che un'idea debba essere sempre sposata fino in fondo. Col senno di poi si poteva fare meglio. A questa Salernitana mancano esterni che saltino l'uomo, giocatori di qualità e gente che sappia leggere e interpretare i momenti senza dover attendere i dettami dell'allenatore. Poi sono mancati per tanto tempo elementi di grande personalità come Golemic e Inglese. Una piazza come Salerno avrebbe avuto bisogno di gente più pronta. Dopo due retrocessioni consecutive era d'obbligo lottare fino alla fine per la promozione diretta". Queste le parole di Fabio Lucioni, ex difensore di Frosinone e Palermo, ai microfoni di TuttoSalernitana.
L'analisi prosegue parlando della fase difensiva e del reale valore della rosa: "Da giocatore ho capito che i gol si prendono per colpa di tutti i reparti, non c'è mai una responsabilità individuale. Se i centrocampisti sanno fare filtro ecco che i difensori possono giocare con la sigaretta in bocca. E' lo stesso discorso per gli attaccanti. Un bomber non può segnare tutte le domeniche e se non arrivano cross o palloni giocabili c'è poco da fare. Luis Enrique ha detto che il calcio del futuro non può prescindere da gente che sappia interpretare tanti ruoli, oggi ci sono dinamismo e ribaltamenti di fronte e nel girone C occorre una gamba diversa dagli altri. Cosa che la Salernitana non ha. Chi si prende la responsabilità? Anche in passato vedevo i granata vincere con il rigore, con il colpo all'ultimo secondo o con a giocata del singolo. Non c'è mai stata una partita in cui siamo rimasti impressionati dal bel gioco"
Lucioni si sofferma sul derby di lunedì scorso e sulla promozione del Benevento: "Floro Flores si è fatto trovare pronto, anche a Salerno hanno dominato e hanno meritato la promozione. Il mister guidava una Ferrari e comandava il gioco. Decidevano loro se accelerare, se stravincere, se controllare i momenti e i risultati. Anche Auteri secondo me ha svolto un ottimo lavoro, la benzina nelle gambe l'ha messa lui durante la preparazione. Ci si aspettava che Catania e Salernitana potessero reggere il passo, ma la continuità dei giallorossi è stata impressionante".
Sui playoff e sulle pressioni Lucioni è convinto che "oggi la Salernitana viene vista come una delle principali favorite per il salto di categoria attraverso gli spareggi, non arrivasse nemmeno in finale sarebbe un fallimento totale rispetto ai programmi iniziali. E' normale che poi affronterai realtà come Ravenna, Ascoli (o Arezzo), Brescia e altre squadre magari non blasonate ma che sono molto organizzate e non hanno nemmeno il peso di dover vincere a tutti i costi. Senza dimenticare Catania e Cosenza che hanno organici di primissimo livello. C'è poi il fattore tifo. L'Arechi pieno ti può dare tanto, ma allo stesso tempo ti toglie qualcosa se non hai la personalità giusta. Il pubblico è arma a doppio taglio che condiziona i calciatori in base al momento che stai attraversando. Ma alla rosa manca qualcosa, soprattutto quel giocatore che salta l'uomo e che sa assumersi le responsabilità".
Sui singoli: "Ho visto spesso giocare la Salernitana, al di là dei singoli si evinceva un problema di collettivo. Anche in attacco le hanno provate tutte: Lescano e Ferrari avanti, due punte con caratteristiche diverse, il fantasista alle spalle dell'attaccante. Si faceva fatica. o con un trequartista alle spalle della punta. Non c'è il singolo giocatore che può determinare un risultato. Non dimentichiamo che Lescano veniva da un periodo di inattività a causa della rottura del crociato. Mi ha deluso molto anche Capomaggio, in ogni partita che ho visto dava la sensazione di essere in difficoltà e di aver pagato l'impatto con la grande piazza. In quella zona del campo serve un elemento che funga da guida per tutti, che ti trasmetta carica e fiducia nelle difficoltà. E la perdita di Berra è di quelle pesanti".
Lucioni chiosa così: "Saluto Cosmi con affetto, l'ho avuto in un ritiro a Siena e so che è una grandissima persona. Probabilmente hanno cercato di virare su un usato sicuro e garantito. A Salerno probabilmente sarebbe stato il caso di puntare sin dall'inizio su un'altra guida tecnica, un mister di spessore che avrebbe potuto intraprendere un cammino più spregiudicato. Una piazza che vive di calcio come Salerno ha bisogno di caratteristiche umane ben precise. Ci sono però ancora i playoff per poter ambire alla promozione. Io ho perso la B all'Arechi, quel famoso 2-0 dei granata sul Benevento. Sono quei momenti in cui il pubblico incide e ti porta a dare di più. Forse serviva in principio un tecnico che ti aggiungesse in classifica una decina di punti".
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