Prova da grande squadra per la Salernitana, capace di invalidare l’insuccesso e la brutta prestazione di Lecce con due vittorie consecutive che le permettono di riproporsi con forza per la lotta alla promozione diretta anche in virtù del concomitante ko interno dei Salentini che, per la verità, già a Pisa sembravano in debito d’ossigeno. Forse al Via del Mare sarebbe stato meglio un pareggio, perché la Spal è forse la più forte delle inseguitrici e tenerla a -9 avrebbe dato più garanzie. Ma lamentarsi dei risultati provenienti dagli altri campi (in attesa di un determinante Venezia-Cosenza) sarebbe davvero esagerato. Dunque la Salernitana di Castori si rilancia, passeggia su una Virtus Entella che non ha più nulla da chiedere al campionato e ripropone Gennaro Tutino come migliore in campo. 11 reti in una squadra che spesso ha rinunciato a giocare e ad attaccare valgono doppio, senza di lui questa Salernitana sarebbe stata ancora più prevedibile e inefficace in avanti. Oggi, però, tutti vanno applauditi e sostenuti e ci fa specie che parte della tifoseria continui a gettare ombre parlando della multiproprietà (falso problema) o di cose dette in passato dalla società. A Lotito e Mezzaroma non si può rimproverare nulla, anche perché trattative parallele si sono rivelate una colossale bugia e di questi tempi nessuno, come loro, potrebbe dare continuità ad un percorso ricominciato in serie D. Che poi Fabiani avrebbe potuto prendere un grande attaccante e non il giovane Kristoffersen è un altro discorso, il mercato di gennaio ad oggi non ha portato praticamente alcun valore aggiunto ma sono cose dette e ormai ripetitive. Ora ci sono 450 minuti a disposizione per capire cosa voglia fare da grande la Salernitana. I playoff sono una certezza, ma Venezia e Monza sono sfide da antipasto spareggio e vedremo di che pasta è fatta questa squadra che, con Lecce, Empoli, Spal e proprio Monza, si è riscoperta improvvisamente piccola piccola. Il salto definitivo passa non dall’Arechi (che, chiuso, non incide) ma dalla dimostrazione di forza contro le migliori. Altrimenti sarà un fuoco di paglia come tanti che in passato hanno scocciato e fatto distaccare la piazza. Oggi, però, non è tempo di pensare a quello che è stato fino a qualche tempo fa. La Salernitana ha fatto la serie A appena due volte e occorre un bagno d’umiltà da parte di tutti. Non dovesse succedere sappiamo bene che il non mercato di gennaio avrà un suo peso. Ma per adesso sarebbe meglio, senza parlare di gufi o carri, commentare con serenità e soddisfazione trentatré giornate incredibili. Con Castori artefice principale insieme alla società che si è lasciata scorrere addosso le critiche e lo ha scelto. E il rispetto di ruoli e competenze senza farsi condizionare dalla gente è altro segreto di un anno per ora positivo.
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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