Chi pensa che parte dell'ambiente sia deluso perchè ci si aspettava l'arrivo di Messi o Ronaldo è totalmente fuori strada. La Salernitana si appresta a disputare per la prima volta nella sua storia due stagioni consecutive in massima serie e non può avere l'appeal necessario per convincere profili di un certo spessore pur avendo alle spalle un presidente con ottime disponibilità economiche. Pertanto, fosse anche al 31 agosto, è giusto aspettare con fiducia l'arrivo di calciatori importanti ricordando le sessioni estive ed invernali con la precedente società che si chiudevano spesso con un nulla di fatto o con lo svincolato straniero di turno a costo zero che non aggiungeva nulla alla rosa. Iervolino ha salvato due volte la Salernitana ed è il primo a sapere perfettamente che servano 5-6 rinforzi di livello per consegnare all'allenatore un organico all'altezza dell'obiettivo. Oggi, però, i malumori scaturiscono esclusivamente dalle promesse fatte dalla proprietà che, in totale buona fede e con un mix di entusiasmo e inesperienza, si è lasciata andare a proclami che sono stati disattesi nella maggior parte dei casi. L'elenco è stato fatto più volte: dai sei volti nuovi prima della partenza per il ritiro ai "tre campioni entro il triangolare, massimo per la coppa Italia", senza dimenticare che "Djuric ha praticamente rinnovato", "Siamo allo scambio dei documenti con Piatek e Djuricic", "Ederson resta al 99%" e altri nomi di un certo spessore accostati alla Salernitana un giorno sì e l'altro pure. E' chiaro che il tifoso che ha buona memoria, oggi, legge la probabile formazione di Salernitana-Parma e Salernitana-Roma e presenta il conto, chiedendo come sia possibile partire potenzialmente con Veseli, Mantovani, Cavion e Kechrida che, in tanti casi, non sarebbero titolari inamovibili nemmeno in serie B. Proprio perchè siamo tutti convinti che questa società sia di un livello superiore alle precedenti, rimaniamo quantomeno interdetti per una serie di rifiuti che non possono derivare solo dal fatto che si lotterà per salvarsi. Djuricic firma per una Sampdoria in grossa difficoltà accettando cifre e durata inferiori, il Monza non ha un gran pubblico nè una storia di serie A alle spalle, però, al tavolo delle trattative fa sedere Galliani e non un dirigente alle prime armi (e in questo pesa l'addio di Sabatini) e la querelle con gli agenti non ha certo aiutato De Sanctis, costretto a spostarsi sul mercato estero.
Intendiamoci: qualcosa di buono è arrivato e altrove non è che poi stiano messi tanto meglio. Botheim è un elemento valido, Valencia ha già lasciato intravedere numeri interessanti, Bradaric è una garanzia a sinistra, peccato davvero per Lovato che sarebbe stato il titolare inamovibile in difesa, ottimi i ritorni di Bonazzoli e Kastanos stavolta a titolo definitivo. Aggiungiamo che, con Fazio, Radovanovic, Gyomber, Bohinen e Lassana Coulibaly, c'è una base tutto sommato discreta per chi deve salvarsi. Ma viste premesse e promesse tutti ci saremmo aspettati di più e la risposta tiepida in termini di abbonamenti staccati è la cartina al tornasole di una delusione generale che non deve lasciare spazio al pessimismo, ma nemmeno alla fiducia incondizionata a tempo indeterminato. Iervolino è stato accolto con i tappeti rossi, ha ricevuto elogi dal primissimo minuto ed ha trovato la strada in discesa perchè ha sostituito una "triade" contestatissima. A gennaio poteva rassegnarsi alla B rimandando investimenti e spese per vincere il campionato successivo, invece si è circondato di dirigenti e allenatori di livello altissimo ed ha fatto un mezzo miracolo. Ora, però, sta imparando a conoscere per davvero il mondo del calcio e sta pagando anche lo scotto dell'inesperienza. Quell'inesperienza che ha portato lui e alcuni personaggi di cui si circonda a parlare troppo, a promettere cose di altissimo livello dimenticando che la Salernitana deve ancora farne di strada prima di essere considerata prima scelta in questa categoria.
Avesse parlato solo De Sanctis, tutti avremmo avuto il quadro chiaro da subito e nessuno si sarebbe aspettato chissà quale boom. Il ds, da persona che fa parte del calcio da una vita, era stato chiaro al limite di un sano cinismo: "Bisogna far capire ai giocatori bravi che tipo di progetto abbiamo in mente, ad oggi in molti hanno una idea diversa di quella che è la Salernitana. Trattare certi profili quando ti sei salvato con 31 punti non è semplice, non passi dall'ultimo posto alla zona Europa in 8 mesi. Il presidente è libero di parlare di Cavani o di Mertens, io invece ho l'obbligo di tenere tutti con i piedi per terra e di gestire il bilancio in modo oculato prendendo gente che serva alla causa, non per accattivare i tifosi". Ad oggi possiamo dire che è stato l'unico a dire per davvero le cose come stanno. E domani siamo tutti curiosi di ascoltare la seconda conferenza stampa in cui, tanto per essere chiari e rispondere a quei folli che popolano il web, non ci sarà nessun annuncio roboante o clamoroso. Di carne a cuocere ce n'è abbastanza, ma sui social non manca mai chi destabilizza per professione inventando blog da quattro soldi per aizzare gli animi dei tifosi e inventare stupidaggini di ogni genere. Come se non bastassero finte passioni granata di tre diffamatori che tifano contro o chi idolatra sè stesso tra un Della Valle, un marchio asiatico e un pranzo mai avvenuto tra De Sanctis e campioni sudamericani.
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