In un frangente in cui non è più procrastinabile un corposo intervento sul mercato da parte del presidente Iervolino per assicurare acquisti di livello alla sua Salernitana, uno spettro aleggia su Salerno e sulla squadra che storicamente la rappresenta: l'indice di liquidità. Sarebbe il caso, tuttavia, di fare un po' di chiarezza su che cosa esattamente esso sia e su quali ne siano le reali ripercussioni in tema di operatività sul mercato di un club. Questo parametro economico-finanziario non è stato introdotto nell'attuale stagione sportiva bensì è vigente dal lontano 2015, allorquando venne introdotto per fornire un ulteriore mezzo di valutazione della solidità economica e finanziaria di un club professionistico italiano. Nello specifico l'indice di liquidità ci dovrebbe dire quanto e fino a che punto una società calcistica sia in grado di ottemperare alle proprie obbligazioni e, per dirla in soldoni, se il sodalizio in questione potrà pagare i cartellini dei giocatori che acquista ed il loro ingaggio lordo annuale. 

La F.I.G.C. in pratica vuole accertarsi che un club professionistico si gestisca in un'ottica di sostenibilità finanziaria e non rischi di essere insolvente verso i propri tesserati e verso altre società facenti parte del sistema calcio. I controlli federali non avvengono più solo ai fini dell'iscrizione dei club ai rispettivi campionati ma anche, due volte all'anno, al 30 settembre ed al 31 marzo, per stabilire se e come questi possano fare operazioni in entrata di calciomercato. L'indice è tecnicamente costituito dal rapporto tra le attività e le passività, per il quale un club attualmente in massima serie deve possedere almeno il 60% delle coperture delle spese che si impegna contrattualmente a sostenere nell'annata sportiva corrente. E la Salernitana? La Bersagliera aveva già sforato di oltre 5 milioni di euro l'indice di liquidità nel bilancio verificato nel 2022 e il ricco mercato del club campano nella sessione estiva pre campionato 2022/23 fu reso possibile dall'intervento diretto del presidente Iervolino, che con fiducia ed entusiasmo immise denaro fresco in società.

Tale sforamento si sarebbe ripetuto in modo più ingente nel bilancio chiuso al 30 giugno 2023 dove da dati pubblici risulterebbe sul groppone dei granata un rosso pari a 29,6 milioni di euro. La conseguenza inevitabile del passivo maturato non poteva che essere il blocco del mercato in entrata della Salernitana da parte degli organi federali di controllo, ma attenzione, come lo scorso anno, tale provvedimento è aggirabile in due modi: immettendo ulteriore liquidità da parte del presidente Iervolino a titolo di aumento di capitale o di finanziamenti in conto futuro incremento di capitale oppure cedendo atleti in rosa prima di acquistare nuovi calciatori. Iervolino più volte ha ribadito di non volete agire come l'annata precedente e di perseguire un mercato addirittura attivo, dove le cessioni non solo devono precedere gli acquisti ma devono portare un residuo di liquidità in cassa per iniziare a ripianare almeno in parte le perdite già a gennaio 2024. La strategia presidenziale in parole povere puntava (e punta?) a vendere Boulaye Dia e forse anche Coulibaly al miglior offerente per reinvestire parte del ricavato nel rafforzamento della squadra.

L'assenza di offerte  reputate congrue per i due giocatori granata con più mercato ha già, però, condizionato il mercato estivo e non può né deve condizionare quello invernale attuale, dato che la situazione quasi disperata in classifica del cavalluccio marino non consente questa pur comprensibile politica e necessità di pronto intervento del patron partenopeo. Pontificare con il portafoglio altrui non è mai bello e può apparire fin troppo facile esercizio dialettico, ma la realtà, piaccia o meno, dice che senza innesti di elevata qualità umana e tecnica la maglia granata sarà destinata a salutare la serie A a fine campionato. Oggi la salvezza non può arrivare senza che Iervolino intervenga tirando fuori quattrini personali in attesa di iniziare a pianificare il rientro a partire dal prossimo calciomercato a permanenza in massima serie acquisita. L'imprenditore di Palma Campania che ben ha dimostrato di saper fare il suo mestiere e che ha già salvato due volte la Salernitana dovrebbe fare proprio il motto del non vi è due senza tre e preservare il proprio investimento nel calcio oltre che la propria fama di vincente.

Salerno e la sua storia calcistica non meritano di retrocedere già a febbraio e senza lottare e non lo merita nemmeno gente come il dg Sabatini, mai retrocesso in carriera e venuto a Salerno per un atto di amore verso la maglia e la piazza. Non lo merita nemmeno un campione ed uomo vero quale Antonio Candreva che, dopo aver disputato campionati e coppe europee, versa lacrime e sangue per salvare la navicella campana dalla tempesta chiamata serie B. Il presidente, nonostante qualche comprensibile screzio dettato dalla classifica, è ancora amato e rispettato dalla stragrande parte della tifoseria che attende solo un suo forte intervento per un nuovo e più forte applauso. Presidente credici come nel 2022, ci sarà tempo per muoversi in modo più oculato e risanare i conti, anche perché la serie cadetta aggraverebbe la situazione economica e finanziaria del club e mortificherebbe il suo valore umano ed imprenditoriale, la tifoseria e la città tutta.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 24 gennaio 2024 alle 00:00
Autore: Raffaella Sergio
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