Ancora novanta minuti a separare un'intera città da un sogno, quanto mai così vicino da poterlo sfiorare, contemplare, pregustare. Lunedì l'ultima tappa di un percorso ad ogni modo straordinario da parte di una squadra, quella di Castori, che ha saputo fare breccia nel cuore dei tifosi per la sua grinta, determinazione e per le emozioni che è stata in grado di donare, cancellando, giornata dopo giornata, lo scetticismo iniziale. La Salernitana è a un passo dal traguardo più agognato, anelato, sospirato da ventitré anni a questa parte, quello, cioè, del ritorno in massima serie, palcoscenico che più compete a questi colori e a questa piazza. Il gruppo granata ha saputo - e questo è il merito maggiore - unire l'intero ambiente attorno a sé, come dimostrano le continue manifestazione di vicinanza dei tifosi in queste settimane. Tifosi che avrebbero oggi reso ancora più straordinaria la vittoria contro la capolista Empoli, in quello che sarebbe potuto essere, senza questo dannato Covid, un Arechi da sogno, gremito, innamorato, festante, capace di far tremare il terreno coi suoi boati. 

L'emozione dopo l'ennesimo successo è alle stelle: cuore in gola, occhi gonfi di lacrime di chi vede vicinissimo un traguardo insperato. Nulla, però, è ancora raggiunto e gli ultimi novanta minuti all'Adriatico di Pescara saranno decisivi. Comprensibilissime l'eccitazione e la commozione, ma vietata ogni forma di festeggiamento preventivo o di carosello. Tutto resta ancora aperto e, come recitava il mitico Trap, conviene sempre "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco". E' vero, il Pescara è già condannato alla C, ma venderà certamente cara la pelle tra le mura amiche per congedarsi al meglio dalla cadetteria e per tendere uno sgambetto ai rivali di sempre. Il Monza sarà parallelamente impegnato nel difficile match contro il Brescia dell'ex granata Donnarumma, al quale i tifosi salernitani chiedono un regalo. In ogni caso la Salernitana dovrà pensare solo e soltanto a se stessa, portando a casa gli ultimi, decisivi tre punti del suo magnifico viaggio. Tutto è nelle sue mani e solo allora potrà essere festa. Ora tutto il popolo si goda il momento e la sana tensione di queste settantadue ore che precedono il grande giorno e soprattutto, citando l'ormai iconico motto scaramantico di Raffaele il Vichingo... stammece tutt zitt!

Sezione: Editoriale / Data: Ven 07 maggio 2021 alle 18:30
Autore: Valerio Vicinanza
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