Una Salernitana troppo brutta per essere vera quella vista in campo contro la Carrarese nei primi 45 minuti di gioco, una delle peggiori partite degli ultimi anni considerando anche l'avversario che c'era di fronte. Errori individuali dei giocatori, scelte incomprensibili dell'allenatore e un atteggiamento in campo troppo rinunciatario e passivo nonostante una squadra, quella toscana, in grossa difficoltà tecnica e mentale. Eppure la truppa granata non ne ha approfittato, non ha provato a darle il colpo del k.o., che era comunque nelle corde vedendo poi quello che è successo nella ripresa, quando sono entrati i calciatori di maggiore qualità.
È normale pensare innanzitutto a non perdere quando affronti il Sassuolo, il Pisa o la Cremonese ma non quando giochi contro Reggiana, Brescia e Carrarese, avversarie di pari livello in cui sei tu a dover recuperare e rincorrere partendo da una posizione peggiore di classifica. In quel caso serve osare di più, da inizio campionato si parla di questo fantomatico equilibrio che la Salernitana non avrebbe ed è probabilmente anche vero ma i fatti hanno dimostrato che anche quando la squadra è coperta con cinque difensori e un centrocampo folto i gol li subisce lo stesso. Vale quindi la pena rischiare qualcosa in più in fase offensiva allora, se alla fine il gol lo subisci in ogni caso.
Cinque difensori di ruolo in una partita quasi da dentro o fuori in cui occorre vincere a tutti i costi non sono ammissibili, soprattutto se i due esterni stanno quasi esclusivamente sulla linea dei tre difensori. Incomprensibile poi come in una squadra tutt'altro che forte tecnicamente possano restare fuori giocatori come Verde e Soriano. Ci sta la panchina di Reine-Adelaide, d'altronde il francese non ha i 90 minuti e non è ancora nella miglior condizione atletica e può quindi essere un'arma a gara in coeso come dimostrato proprio a Carrara. Ma Soriano e Verde, giocatori di categoria superiore non possono stare fuori in nome di un equilibrio che in ogni caso non c'è.
Si dirà che in campo ci sono comunque tre giocatori offensivi, i due attaccanti e Tongya, ma se il giovane piemontese deve fare il mediano di contenimento non serve a nulla. E infatti Cerri e Raimondo sono spesso isolati dal resto della squadra, non hanno appoggio e non hanno compagni vicino con cui poter dialogare. A questo punto della stagione e con questa classifica, non serve più a nulla (ma era così già da qualche settimana) pensare ai pareggi, occorre scendere in campo con l'obiettivo della vittoria sin dai primi minuti, i pareggi ora come ora sono come delle sconfitte, la Salernitana deve migliorare la propria media punti e per farlo deve vincere almeno la metà delle gare rimaste e per farlo bisogna affidarsi ai giocatori di maggiore talento e qualità.
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