La rabbia di Castori mitigata, in parte, da un buon secondo tempo della Salernitana contro la Spal anche se non ha portato punti in classifica è lo specchio di una partita che nessuno voleva perdere. O meglio. I granata dopo tante buone prestazioni di inizio campionato potevano fare molto di più contro una squadra ferrarese che, va detto per inciso, non è l'ultima arrivata e, anzi, è nella griglia delle favorite per la serie A. Insomma la classica giornata che inizia male e finisce tra molti rimpianti ma anche con la consapevolezza che questa Salernitana ha gli per far bene nel corso della stagione e un incidente di percorso può anche capitare dopo sette giornate di campionato. Perde l'imbattibilità la squadra di Castori, l'unica che aveva ancora lo zero nella casella delle gare perse ma esce dal Paolo Mazza di Ferrara con buona pace, crediamo, anche dei soliti detrattori che non aspettavano che arrivasse questo momento per dare addosso ai calciatori, al management, alla società con il solito spirito di contraddizione che è la chiave portante in questa città. Finora tutti i critici erano stati zitti ed i risultati, importanti, della squadra avevano in un certo qual modo attutito l'onda lunga della contestazione. E' bastato il primo stop a far riemergere tutte le critiche che, diciamo, sono state inferiori rispetto agli elogi. E' un buon segno questo che assume un significato importante alla luce di un campionato che ha vissuto, finora, solo sette giornate, che è lungo ma che soprattutto riserverà, crediamo, altre alla ripresa dopo lo stop per le nazionali belle sorprese per una Salernitana che in queste prime sette gare di campionato ha dimostrato di non essere inferiore a nessuna delle squadre di serie B. Dunque c'è la consapevolezza che si potrà andare lontano e si dovrà fare quadrato per remare tutti nella stessa direzione. Le vittorie, alle fine, si ottengono anche in questo modo...

Sezione: Editoriale / Data: Mar 10 novembre 2020 alle 10:10
Autore: Enzo Sica
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