Si è chiusa senza botto una sessione di mercato particolarmente intensa, caratterizzata da tante polemiche e divergenze, ma che comunque ha stravolto abbastanza l’organico della Salernitana. L’obiettivo iniziale, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali della dirigenza, era quello di “cambiare il meno possibile, vorremmo trattenere tutti e dico ai calciatori che la permanenza a Salerno dipende esclusivamente dalle loro prestazioni e dal loro atteggiamento”. Alla fine, però, il gruppo è stato piuttosto modificato come testimonia il numero elevato di operazioni in entrata e in uscita. Quanto basta per giustificare quella parte di società che ha messo fortemente in discussione Daniele Faggiano che, evidentemente, in estate ha commesso una serie di errori pagati a caro prezzo non solo dal punto di vista finanziario, ma anche sotto il profilo tecnico.
Ma andiamo con ordine. Fino al primo febbraio la Salernitana aveva ufficializzato gli ingaggi dei difensori Arena e Berra (a titolo definitivo rispettivamente da Arezzo e Crotone), dei centrocampisti Gyabuaa e Carriero e degli attaccanti Molina e Ferrari, senza dimenticare che a dicembre si approfittò del fallimento del Rimini per prendere a costo zero quel Longobardi corteggiato anche a luglio e non acquistato per motivi di budget. Contestualmente erano andati via Ubani (a segno con la maglia della Cavese nel giorno dell’esordio), Coppolaro (buon impatto ad Arezzo da terzino destro nel 4-4-2) e Frascatore, a Guidonia nel girone B.
Ieri Faggiano è arrivato di buon mattino con un triplice obiettivo: cedere i calciatori fuori lista, piazzare altrove qualche giocatore per liberare posti e accontentare le richieste dello staff tecnico che aveva espresso il desiderio di avere a disposizione un esterno sinistro in alternativa a Villa, un centrocampista di qualità e un giocatore in grado di saltare l’uomo per creare superiorità numerica e offrire soluzioni tattiche alternative da utilizzare soprattutto in corso d’opera. Fino alle 17, però, Faggiano si è concentrato esclusivamente sulle uscite. Anzitutto Brancolini, desideroso di cambiare aria per garantirsi maggiore minutaggio ma non convinto dalla proposta del Trapani.
Poi l’addio – o l’arrivederci – di Varone: trasferimento al Gubbio in prestito secco con ultime due mensilità corrisposte dalla società umbra. A malincuore il centrocampista ha lasciato Salerno a causa dell’ostracismo tecnico dimostrato sin da settembre dall’allenatore, con la bocciatura pubblica di Latina che ha pesato molto nell’economia dei rapporti. Successivamente accordo raggiunto col Sassuolo per l’interruzione anticipata del prestito di Knezovic che, detto no alla Triestina per motivi di classifica, ha detto sì al Trapani ricevendo garanzie sulla maglia da titolare: un giovane di prospettiva che sicuramente potrà dimostrare il suo valore in una rosa che, senza penalizzazioni, avrebbe lottato per il vertice della classifica. Nel pomeriggio, poi, si sono intensificate anche le operazioni in entrata.
Col Pescara si era parlato ancora di Merola senza mai tentare l’affondo decisivo, lungo colloquio anche con l’entourage di Partipilo anche in questo caso senza mai arrivare a una trattativa vera e propria. Nel frattempo il giovane Iervolino, titolare a Caravaggio 14 giorni fa, è stato girato in prestito al Cerignola, ironia della sorte prossimo avversario della Salernitana. Nell’ultima ora è successo di tutto: il Brescia si è tirato indietro per De Boer, Inglese ha chiesto di restare, Ferrari ha detto no al Foggia pur desideroso di cambiare aria dopo le ultime esclusioni. Alla fine, a Foggia, è andato Liguori: contratto fino a giugno del 2027 e via quel giocatore che Faggiano ha atteso per un mese e mezzo andando anche contro il volere di parte della piazza. Altro mistero di un mercato che non ha propriamente seguito una linea coerente.
E infine l’unico innesto di giornata, quel Mirko Antonucci che era già stato a Salerno nella stagione della promozione in A collezionando pochissime presenze perché ritenuto da Castori inadatto al 3-5-2. Raffaele cambia modulo, si pensa a un altro allenatore se andasse male venerdì o è un altro azzardo del ds? Lo capiremo già dalla prossima gara. Complessivamente, dunque, otto innesti e sette uscite. Conferma del fatto che la Salernitana fosse tutt’altro che una corazzata. E Raffaele non ha avuto il difensore rapido, l'esterno sinistro e il centrocampista di qualità.
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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