Per la seconda volta in questa stagione la Salernitana incassa cinque gol (al Viviani di Potenza) in una sola partita: l’ultimo precedente risaliva proprio alla sfida di Benevento, un dato che conferma come le fragilità difensive non siano episodiche ma strutturali e ormai ricorrenti. I granata si ritrovano infatti con la peggior difesa tra le squadre di vertice, un primato negativo che pesa nell’economia della stagione e che vede fare peggio soltanto la Casertana.

Numeri che contrastano con un rendimento esterno di alto livello: con 20 gol segnati e 8 vittorie lontano dall’Arechi, la Salernitana resta la seconda miglior squadra per rendimento fuori casa, alle spalle proprio del Benevento, unica formazione capace di fare meglio. Un dualismo evidente che racconta una squadra capace di esprimersi con efficacia lontano dal proprio pubblico ma incapace di trovare continuità, soprattutto nella fase difensiva. Ed è proprio qui che si concentra l’analisi: se il terzetto arretrato è apparso in difficoltà, è altrettanto evidente come il problema principale nasca da un centrocampo che continua a non garantire filtro e copertura adeguati.

Gli equilibri saltano troppo facilmente, esponendo la difesa a situazioni di inferiorità e lasciando campo agli avversari. In questo contesto continua a far discutere il rendimento di Capomaggio, ancora una volta tra i meno brillanti, ma puntualmente confermato dall’inizio e con la fascia di capitano. Una scelta che alimenta interrogativi, soprattutto alla luce delle prestazioni offerte e di una continuità che, ad oggi, non si è mai realmente vista. Non meno significativa è la situazione di Ferraris, finito nuovamente in panchina e incapace di trovare spazio anche nella gestione di Cosmi: nell’ultimo mese e mezzo è partito titolare soltanto contro il Latina, per appena venti minuti, un dato che fotografa un impiego ridotto e una posizione ai margini delle rotazioni, difficile da spiegare se si guarda alle alternative e alla necessità di cambiare qualcosa in corsa.

In un quadro complesso non mancano comunque le note positive: il gol di Tascone, il secondo in campionato dopo quello realizzato contro il Cerignola, e soprattutto il rendimento di Lescano, arrivato a sette reti in meno di due mesi e diventato rapidamente il riferimento offensivo della squadra. Nessuno dei calciatori arrivati nel mercato di gennaio ha inciso quanto il centravanti, capace di garantire continuità in una fase della stagione in cui la squadra fatica a trovarla nel suo complesso e spesso si affida più alle individualità che a un sistema realmente consolidato. Si interrompe invece la striscia positiva di Cabianca: alla prima sconfitta con il difensore in campo corrisponde una prestazione opaca, arrivata a distanza di una settimana dalle parole di Cosmi, che lo aveva definito un predestinato pronto anche per la Serie A.

Un passaggio a vuoto che non cancella quanto di buono fatto, ma che conferma come il percorso di crescita passi anche da giornate difficili e da errori che, in questa fase della stagione, pesano inevitabilmente di più. La fotografia complessiva restituisce dunque una Salernitana ancora incompleta, capace di risultati importanti lontano da casa ma frenata da limiti evidenti quando si tratta di trovare equilibrio e continuità. Ed è proprio da qui che passa il finale di stagione: dalla necessità di dare solidità a una squadra che, senza correttivi, rischia di restare intrappolata nelle proprie contraddizioni, alternando prestazioni convincenti a cadute improvvise, ancora alla ricerca di una vera identità.

Sezione: News / Data: Mar 31 marzo 2026 alle 21:30 / Fonte: La Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024