Leader assoluto della Salernitana. Allenatore che ha ammesso implicitamente di non conoscere la categoria, ma che si è calato nella realtà della c con l’umiltà dei grandi e con l’entusiasmo di un ragazzino alle prime armi. Serse Cosmi è indicato da tutti come il valore aggiunto dei granata in chiave playoff, lui che ha conquistato 19 punti in 10 giornate pur affrontando quasi tutte le big e convivendo con una situazione d’emergenza e societaria non certo facilissima. Tante le frasi che hanno esaltato il popolo del cavalluccio, a partire dalla dedica per il Siberiano dopo la vittoria di Trapani: “Non voglio fare il ruffiano, sono realmente innamorato di questa tifoseria e parlo con il cuore. Il mio pensiero va a un capo ultras che ha fatto la storia non solo della curva di Salerno, ma di tutt’Italia. E’ scomparso prematuramente e so che per la nostra gente è una ferita ancora aperta”.

Poi i continui riferimenti all’importanza del dodicesimo uomo, al punto da assumersi pubblicamente una responsabilità: “Vogliamo i nostri tifosi in trasferta. Secondo voi è un caso che ne abbiamo vinte due su due quando ci hanno seguito? Nei playoff e in gare secche tutti i fattori possono essere decisivi, noi abbiamo un vantaggio straordinario e non sarebbe giusto se ci privassero della spinta di chi fa davvero la differenza. E’ vero che in campo scendono i calciatori, ma Salerno è una delle poche piazze che sposta gli equilibri. Mi faccio garante io per tutti: voglio 5000 tifosi al nostro fianco, ovunque giocheremo. Qualunque cosa accada mi prenderò io la colpa”.

E poi la capacità di analizzare gli errori senza fare giri di parole, senza aggrapparsi ad alcun tipo di alibi e con quell’onestà intellettuale che è merce rara nel mondo del calcio. “Ho sbagliato formazione” disse post Crotone, pur potendosi “cullare” su una vittoria risultata poi essenziale in ottica terzo posto. Poi le scuse a Ferraris “perché è un giocatore di talento e l’ho penalizzato, avrebbe meritato più spazio e ha ragione quando mi dice che, per esprimersi, ha bisogno di scendere in campo con continuità”.

Pungolato Ferrari (“A me non interessa quello che ha fatto in precedenza. Dire “vinse il titolo di capocannoniere” ha un problema di fondo: il verbo è al passato. Io vedo tutti gli allenamenti e scelgo con cognizione di causa”), difeso Donnarumma (“A me non sembra che faccia tutti questi errori, anzi in alcune partite ha fatto interventi da grandissimo portiere”), Cosmi ha anche fatto un discorso molto intelligente dopo il mortificante ko di Caserta: “Ci riempiamo la bocca dicendo che giochiamo per la Salernitana, ma in questo momento di blasonato c’è solo il nome e non ci stiamo dimostrando all’altezza. Commettiamo errori inaccettabili e inspiegabili sotto il profilo tecnico. Andare ai playoff per fare la comparsa non mi interessa, la tifoseria merita un gruppo di giocatori che incarni i valori di una piazza passionale come poche”.

Sgomberato il campo da equivoci quando non si presentò in sala stampa post Benevento (“Io ho due attributi grandi così, rispetto il lavoro dei giornalisti ma voglio essere altrettanto rispettato. Sono andato via perché mia figlia stava partorendo, la faccia ce la metto sempre e soprattutto dopo una sconfitta”), lanciato un piccolo messaggio a Iervolino (“Non è mica normale che una società di venda durante un campionato?”), il trainer perugino ha chiosato a Foggia con un messaggio che sa di speranza: “Oggi Salerno ha la consapevolezza che la squadra può giocarsela. C’è un sogno in fondo al nostro cuore e lotteremo fino alla fine per coronarlo. Ci giochiamo il jolly Arechi per gli spareggi, lì nessuno ci potrà privare dell’aiuto della gente. Ho sperato di allenare questa piazza ogni volta che sono venuto da avversario, ora sta a noi diventare protagonisti e scrivere la storia”.

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Sezione: Primo Piano / Data: Lun 04 maggio 2026 alle 14:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024