Nel match tra la Salernitana e il Benevento, l’episodio che ha indirizzato definitivamente la gara è stato il calcio di rigore trasformato da Salvemini. Un momento chiave, arrivato in una fase in cui l’equilibrio si stava già spezzando. L’azione nasce da una pressione crescente del Benevento nella metà campo granata.

La Salernitana, schiacciata all’indietro, fatica a uscire e concede metri. Il fallo di mano di Quirini, poi sanzionato dopo revisione, è la conseguenza di una situazione difensiva gestita con troppa passività. Più che il singolo episodio, infatti, è la dinamica a far riflettere, la linea difensiva non riesce ad alzare il baricentro e accorciare, il centrocampo non filtra adeguatamente e l’avversario ha il tempo di sviluppare l’azione fino a creare il presupposto per il rigore.

Donnarumma aveva già tenuto a galla i suoi pochi minuti prima con un intervento su Salvemini tutto solo davanti alla porta, segnale di un equilibrio precario. Il penalty arriva come naturale sviluppo di quella fase iniziale del secondo tempo. Dopo lo svantaggio poi, non arriva alcuna reazione concreta ed è proprio questo che pesa di più: non tanto l’episodio, quanto l’incapacità di gestire il momento, reagire alla pressione dei sanniti e rimettere poi dopo in piedi la partita.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 21:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023