Cinque gol e due assist rappresentano una parte importante del bilancio stagionale di Galo Capomaggio, ma non bastano da soli a definire il suo primo anno con la maglia della Salernitana. Il centrocampista argentino è stato infatti uno dei simboli di una squadra che ha spesso alternato momenti di qualità a fasi meno convincenti, senza riuscire a mantenere quella continuità che avrebbe potuto fare la differenza. La società aveva scelto di investire con decisione sul regista sudamericano, considerandolo uno degli elementi cardine del nuovo progetto tecnico. Il contratto triennale e un ingaggio vicino ai 350 mila euro annui testimoniavano la fiducia riposta in un calciatore che, dopo essersi messo in evidenza nella categoria, era arrivato a Salerno accompagnato da aspettative molto elevate.
Sul piano numerico il contributo non è mancato. Le 36 presenze collezionate tra campionato e playoff, unite a cinque reti e due assist, certificano un rendimento tutt'altro che trascurabile per un centrocampista chiamato soprattutto a gestire i tempi di gioco. Numeri che raccontano una presenza costante e una discreta capacità di incidere anche negli ultimi trenta metri. Il giudizio complessivo, però, resta sospeso tra luci e ombre. Capomaggio ha mostrato a più riprese le qualità che ne avevano fatto uno dei centrocampisti più apprezzati della categoria: visione di gioco, capacità di dettare i ritmi e personalità nella gestione del possesso. In alcune gare è stato tra i migliori in campo, prendendo per mano la squadra e offrendo prestazioni di alto livello. In altre, invece, il suo apporto è apparso meno incisivo, impedendogli di diventare quel punto di riferimento stabile che la Salernitana sperava di avere nel cuore del centrocampo. Proprio questa alternanza ha finito per condizionare la valutazione della sua stagione.
Non si può parlare di delusione, perché il contributo fornito è stato concreto e spesso utile alla squadra. Allo stesso tempo, però, è difficile considerare pienamente soddisfatte le aspettative che avevano accompagnato il suo arrivo. A rendere più complicato il finale di stagione è stato anche il problema al soleo accusato a circa un mese dall'inizio dei playoff. Un infortunio arrivato nel momento più delicato dell'anno, quando la squadra si preparava ad affrontare la fase decisiva del proprio percorso. Il recupero gli ha consentito di tornare a disposizione dello staff tecnico, ma una volta rientrato non è più riuscito a ritagliarsi il ruolo centrale avuto durante gran parte della stagione. Soltanto alcuni spezzoni contro Casertana, Ravenna e Brescia all'Arechi, mentre nella semifinale di ritorno è rimasto in panchina per l'intera gara. Un finale che inevitabilmente alimenta interrogativi e riflessioni.
Il recupero fisico non è coinciso con il pieno reinserimento nelle gerarchie tecniche e questo rappresenta uno degli aspetti più significativi dell'ultima parte della sua annata. Adesso si apre la fase delle valutazioni. Capomaggio ha ancora un contratto importante con la Salernitana e continua a essere un patrimonio tecnico della società. Allo stesso tempo il suo profilo rientrerà inevitabilmente nelle analisi che accompagneranno la costruzione della squadra per la prossima stagione. Il suo futuro sarà uno dei temi più interessanti dell'estate granata. Dopo l'eliminazione dai playoff, il centrocampista argentino ha affidato ai social un messaggio di ringraziamento rivolto a tifosi, compagni e ambiente granata. Nessun accenno a possibili saluti, nessuna frase che lasciasse immaginare una separazione imminente.
Al contrario, la chiusura con quel semplice ma significativo “ci riproveremo” è stata interpretata da molti come un segnale di attaccamento e di voglia di riscatto. Non si tratta di una dichiarazione sul futuro, ma di un passaggio che lascia spazio a una lettura chiara. La sensazione è che il rapporto tra Capomaggio e la Salernitana abbia ancora qualcosa da raccontare. Le prossime settimane chiariranno quale sarà la scelta definitiva, ma una cosa appare certa: il primo anno in granata non ha fornito risposte definitive. Ed è proprio questa incertezza a rendere la posizione del regista argentino una delle più interessanti da seguire in vista della nuova stagione.
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