Luca Villa si ferma nel momento più delicato della stagione granata e la sua assenza rischia di pesare più di quanto raccontino i numeri. Arrivato a luglio a titolo definitivo, dopo una trattativa vinta dalla Salernitana su una concorrenza folta e qualificata con diversi club anche di categoria superiore pronti a muoversi, l’esterno classe 1999 era stato accolto come uno dei rinforzi più importanti dell’estate. Reduce dalla promozione in B con il Padova, aveva scelto il progetto granata firmando un contratto fino a giugno del 2027 e nei primi mesi aveva dimostrato di poter essere un valore aggiunto reale. Con la gestione Raffaele era diventato subito titolare inamovibile, una presenza costante sulla corsia di competenza e soprattutto uno degli uomini più incisivi della squadra.
Spinta continua, corsa, qualità nell’ultimo passaggio e la capacità di incidere nelle gare che contano avevano acceso l’entusiasmo della piazza. Emblematico il gol segnato a Cosenza, una rete pesantissima nell’economia del campionato, a cui si erano aggiunti sei assist e tante prestazioni di livello. Non stupisce che già in autunno si fosse iniziato a parlare di un possibile rinnovo anticipato, segnale chiaro di quanto il club fosse soddisfatto del suo rendimento e della centralità acquisita nel progetto tecnico. Poi il calcio, come spesso accade, ha cambiato improvvisamente scenario. A novembre, durante la sfida con il Crotone, un duro scontro di gioco pose fine alla sua partita tra la paura generale. La botta alla testa gelò compagni e tifosi, con attimi di forte apprensione sugli spalti e in campo.
Le lacrime di Donnarumma, Liguori e Inglese fecero temere il peggio e per qualche minuto il risultato passò inevitabilmente in secondo piano. Villa fu trasportato in ospedale, ma la notizia più importante arrivò quasi subito, il calciatore aveva ripreso conoscenza già sul terreno di gioco e le sue condizioni non destavano particolari preoccupazioni. Superato lo spavento, però, il suo percorso non è più stato lineare. Rientrato dopo un paio di settimane, non è riuscito a ritrovare con continuità la brillantezza dei giorni migliori. Il rendimento è calato, le prestazioni si sono fatte più discontinue e anche nel girone di ritorno sono arrivate gare al di sotto delle aspettative. Qualche lampo, certo, non è mancato. L’assist per Tascone in occasione del gol contro il Potenza ha ricordato a tutti le sue qualità nel servire i compagni, così come la rete dello 0-1 a Sorrento, nata da una bella iniziativa di Lescano e finalizzata con i tempi giusti d’inserimento.
Episodi isolati, però, in una seconda parte di stagione ben diversa rispetto all’avvio travolgente. Adesso arriva un nuovo stop. Una lieve lesione muscolare lo costringerà a saltare sicuramente le prossime due gare di campionato e lo staff tecnico non intende correre alcun rischio in vista del traguardo più importante, quello dei playoff. La sensazione è che ogni scelta verrà fatta con prudenza, gestendo i recuperi di chi non è al meglio e preservando le energie in vista degli spareggi. Senza Villa, Cosmi sembra orientato a riproporre Longobardi sulla fascia sinistra nonostante sia un destro naturale. A Trapani il suo secondo tempo ha comunque fornito indicazioni positive e questo potrebbe bastare per affidargli ancora una maglia dal primo minuto. L’alternativa porta invece ad Anastasio avanzato nel ruolo di esterno di centrocampo, soluzione che aprirebbe le porte al ritorno di Matino nel terzetto arretrato al fianco di Golemic e Arena.
Per il resto la formazione appare quasi definita. Rientrano Tascone, Molina, Antonucci e Achik, mentre resteranno fuori Inglese, Berra e Capomaggio, tutti elementi che verranno gestiti senza forzature per arrivare nelle migliori condizioni possibili agli appuntamenti decisivi. Sulla destra toccherà a Cabianca prendere il posto di Quirini, in mediana Gyabuaa è pronto a rilevare Carriero mentre De Boer viaggia verso la conferma grazie all’equilibrio garantito nelle ultime uscite.
In avanti spazio al tridente formato da Ferraris, Ferrari e Lescano, con Boncori pronto a entrare nella ripresa per cambiare ritmo e dare nuove soluzioni negli ultimi metri. Resta però lo sfondo meno entusiasmante, quello legato al pubblico. L’Arechi continua a riempirsi con fatica e il dato della prevendita, fermo a meno di 500 biglietti venduti, racconta un clima ancora tiepido nonostante il momento della stagione imporrebbe ben altro trasporto. Servirà una risposta del campo per riaccendere entusiasmo e trascinare la gente allo stadio.
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