Mala tempora currunt per la classe arbitrale, con la tecnologia che è riuscita nel duplice obiettivo di togliere emozioni ai tifosi senza risolvere granché visto che si continua a sbagliare in modo clamoroso. Due pesi e due misure, verrebbe da dire, visto che la credibilità di questo sport viene minata dalla capacità degli stessi personaggi di decidere differentemente pur a cospetto degli stessi episodi.

Quanto accaduto nell'ultimo fine settimana calcistico ha risvegliato nei tifosi granata quel senso di ingiustizia e di impotenza che ha contraddistinto quei due playout programmati a maggio col Frosinone e poi giocati a giugno con la Sampdoria retrocessa. In quel caso Doveri non vide un rigore netto, solare, evidente, palese, sacrosanto a favore della Salernitana, lui che ha dichiarato che la tecnologia sia una valida e imprescindibile alleata salvo poi non andare a rivedere l'azione al monitor. Ieri, per un fallo molto simile in Inter-Napoli, ha indicato il dischetto dopo un confronto con i colleghi al VAR. La domanda di fondo, comunque, è un'altra: con quale criterio si sceglie Doveri per un big match dopo la serataccia dell'Arechi?

Focus anche su Avellino-Sampdoria, con gli ospiti a segno sull'ennesimo rigore stagionale. Si dice che Aureliano, in sala VAR, abbia fatto vedere 28 volte l'immagine del presunto contatto tra Sala  e Cherubini, con Crezzini che ha confermato la decisione presa sul campo. "Ladri, ladri" cantava il popolo irpino, furioso, ma anche la Juve Stabia uscì da Marassi sconfitta per episodi che sarebbe eufemistico definire dubbi.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 12 gennaio 2026 alle 18:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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