16 dalla vetta della classifica occupata dal Benevento, -9 dal Catania secondo ma con lo scontro diretto a sfavore che aumenta virtualmente il divario di un punto. Il Cosenza, battendo il Sorrento, si porta a una sola lunghezza dai granata e anche il Crotone (che la Bersaglierà affronterà in trasferta tra poche settimane) ha dimezzato le distanze rispetto al mese di gennaio. Messa così e ricordando sempre che l’obiettivo doveva essere quello di vincere il campionato senza passare dagli spareggi, è evidente che il bicchiere sia mezzo vuoto e che si possa parlare della terza stagione flop per la società presieduta da Danilo Iervolino e Maurizio Milan.

I 15 movimenti di gennaio nel mercato di riparazione e l’esonero di Raffaele, del resto, erano già sufficienti per mettere seriamente in discussione l’operato del direttore sportivo Daniele Faggiano e per ammettere implicitamente il fallimento del progetto estivo nato sulla base del “cedere prima di acquistare” che è stata strategia nefasta già nei due anni precedenti. Stavolta, però, dal punto di vista tecnico c’è qualcosa di interessante da cui ripartire, pur con le parole di Cosmi che non lasciano spazio a interpretazioni. Il mister ha apprezzato lo spirito battagliero, il clean sheet e lo 0-0 contro una squadra nettamente superiore alla Salernitana pur con 5-6 titolari out per infortunio, ma ha ammesso che c’è un problema di qualità e che, di conseguenza, la circolazione di palla è estremamente lenta e prevedibile.

“Questo pubblico merita un gioco diverso” ha detto con onestà intellettuale il trainer granata, un chiaro messaggio alla proprietà e a chi ha costruito una rosa lacunosa in due reparti su tre. Nel primo tempo, in particolare, la Salernitana ha fatto fatica soffrendo le scorribande di Casasola e il movimento continuo dei trequartisti alle spalle della punta.

Nella ripresa Cosmi è stato molto bravo a cambiare assetto tattico, passando dal 3-5-2 al 4-5-1 con Anastasio e Berra a bloccare i quinti del Catania e Villa e Quirini maggiormente propositivi. Una mossa corretta, visto che gli etnei sono progressivamente spariti dal campo costruendo una sola occasione per sbloccare lo 0-0. La Salernitana, che non ha mai impensierito Dini esaltando la forza di una difesa ancora imbattuta in casa e a tratti apparsa inviolabile, ha palesato due qualità principali. Leggere i momenti del match accettando di soffrire senza forzare le giocate e chiudere in attacco.

In almeno 3-4 occasioni è mancata soltanto la zampata finale e l’ingresso di Antonucci ha consentito a Lescano di agire maggiormente nell’area di rigore. Il gol annullato giustamente a Villa, i dubbi per un rigore non concesso al 90’ e una serie di azioni insistite soprattutto sulla corsia di sinistra hanno comunque riscontrato l’apprezzamento di una tifoseria nuovamente numerosa (quasi 12mila spettatori) e che, alla fine, ha applaudito squadra e staff tecnico con la consapevolezza che le prossime nove partite saranno anzitutto un ottimo allenamento per arrivare al meglio ai playoff. Quanto ai singoli, un plauso a Emmanuele Matino. Messo nel suo ruolo naturale di centrale difensivo, l’ex Bari non ha fatto passare praticamente nulla e andava muso a muso con gli avversari mostrando senso d’appartenenza e voglia di far prevalere il fattore campo.

Un atteggiamento che il pubblico ha apprezzato. Bene anche Donnarumma che, in un clima ostile, ha abbassato la saracinesca compiendo un paio di interventi importanti. Promosso anche Gyabuaa, incoraggiante l’impatto di Quirini che finalmente è apparso più motivato. Dietro la lavagna Galo Capomaggio che, pur tornando in cabina di regia, ha fallito clamorosamente l’appuntamento col big match facendo infuriare Cosmi per tutto il secondo tempo. Non è da escludere che a Caserta possa avere un turno di riposo, con Tascone pronto a dare un valido contributo in interdizione e De Boer che ha grossomodo le stesse caratteristiche, ma forse una migliore visione di gioco.

In difesa si potrebbe ripartire dagli stessi interpreti, ma occhio al ballottaggio Anastasio-Villa. In avanti, invece, modifiche sostanziali: Antonucci scalpita e potrebbe soffiare il posto ad Achik, Ferraris invece sarà la spalla di Lescano che è a secco da oltre 200 minuti. Ultima rete proprio in un derby, a Cava dei Tirreni. I tifosi sperano possa essere di buon auspicio.

Sezione: News / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 18:30 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024