A Salerno lavora con i ragazzi. Niente stress, niente pressioni, solo campo, pallone e intensità. Salvatore Fresi oggi ha scelto un calcio diverso, ma dentro resta lo stesso difensore di altissima qualità che, senza esitare e non curante di nulla, tirava i rigori quando la Serie A era il miglior campionato del mondo.

Con la sua Academy vuole aiutare i ragazzi a formarsi sia dal punto di vista tecnico che caratteriale, trasmettendo le sue esperienze tra Inter, Juventus, Salernitana e Foggia fatte di gioie, soddisfazioni ma anche dei rimorsi e delle consapevolezze arrivate solo dopo. A Fanpage.it Fresi ripercorre la sua carriera dalle prime esperienze tra i pro alla Coppa UEFA con l'Inter passando per le parentesi di Napoli e Bologna fino alle fantastiche esperienze con la Nazionale U21 di Cesare Maldini. Ecco le sue parole sull'esperienza con la maglia granata.

Cosa fa oggi Salvatore Fresi?
"Ho una scuola calcio a Salerno, mi piace lavorare con i ragazzi".

Il primo campionato da professionista Fresi lo gioca a Salerno, ed è lì che si impone davvero…
"Finché giochi in Primavera non sei nessuno. A Salerno ho giocato da protagonista, tutte le partite. Ho vinto anche un premio come miglior giovane di Serie C. E da lì è arrivata l’Under 21".

La prima convocazione in Under 21 davvero preso: se lo aspettava?
"In Svezia. Ero uno dei pochi che giocava in C. Mi misero titolare e da lì non sono più uscito. L’anno dopo abbiamo vinto l’Europeo. Quella squadra aveva nomi pesanti: Cannavaro, Buffon, Pagotto. Un gruppo che avrebbe segnato il calcio italiano degli anni successivi".

Dopo Milano, Fresi torna a Salerno per giocare la Serie A con la squadra che aveva visto crescere. Com’è stato quell’anno?
"Bellissimo la domenica. Un disastro il resto. Ci allenavamo ovunque: campi di terra, montagne, boschi... per una squadra di Serie A era assurdo. E alla fine siamo retrocessi".

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 11:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023