Il campionato della Salernitana, arrivato ormai alle battute finali (mancano tre giornate poi saranno playoff), lascia un senso di incompiuto difficile da ignorare. Le aspettative di inizio stagione erano ben diverse, ma il rendimento complessivo ha raccontato un’altra storia, fatta di alti e bassi e di una continuità mai realmente trovata.

Ridurre tutto agli ultimi risultati sarebbe però troppo semplice, le responsabilità sono diffuse e riguardano più livelli. La costruzione della rosa ha mostrato limiti evidenti: reparti non equilibrati, mancanza di alternative di qualità in alcuni ruoli chiave e un’identità tecnica mai davvero definita. Anche in campo, la squadra non ha mai dato la sensazione di avere una struttura solida. Le difficoltà offensive, unite a momenti di fragilità difensiva, hanno inciso su un percorso che poteva essere diverso.

A questo si aggiunge la gestione complessiva dell’ambiente. I continui cambiamenti, le aspettative forse troppo elevate (quando si diceva che la Salernitana non poteva permettersi di perdere neanche le amichevoli) e le incertezze societarie hanno contribuito a creare un contesto poco stabile. Eppure, nonostante tutto, la Salernitana è ancora in corsa per un piazzamento importante ed è stata per larga parte del girone d'andata al primo posto e quasi sempre tra le prime tre. Un segnale che il potenziale c’era, ma non è stato sfruttato fino in fondo ed è proprio questo il rammarico più grande, non aver trasformato le possibilità in risultati concreti.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 12:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023