Negli ultimi quattro anni la Salernitana ha vissuto una continua altalena di speranze, delusioni e ricostruzioni, con un filo conduttore che oggi appare sempre più evidente, sono stati investiti tanti soldi, ma senza una vera direzione. Il presidente Danilo Iervolino non ha mai fatto mancare l’impegno economico, questo va riconosciuto, ma la sensazione è che le risorse siano state spesso disperse in scelte poco lungimiranti.

Allenatori cambiati con frequenza (ben 9), rose rivoluzionate quasi ogni estate e inverno, progetti tecnici mai davvero portati a compimento. Così diventa difficile costruire qualcosa di solido. Si è puntato spesso su nomi costosi o su scommesse che non hanno reso quanto sperato, senza una strategia chiara su identità di gioco, valorizzazione dei giovani o continuità gestionale.

Il risultato è una squadra che, stagione dopo stagione, si ritrova a ripartire quasi sempre da zero, con inevitabili sprechi e con una piazza che fatica a riconoscersi in un progetto credibile. Spendere non è sinonimo di programmare, e Salerno ne è un esempio lampante. Oggi la Salernitana paga quelle scelte, una rosa che necessita continui ritocchi e un ambiente sempre più impaziente. Per tornare davvero competitivi non basteranno nuovi assegni, ma serviranno idee chiare, figure competenti e una linea da seguire nel tempo. Perché senza programmazione, anche i budget più ricchi finiscono per disperdersi ed evaporare.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 14 gennaio 2026 alle 13:00
Autore: Lorenzo Portanova
vedi letture
Lorenzo Portanova
autore
Lorenzo Portanova
Caporedattore dal 2023
Print