Il derby di Cava lascia una sensazione chiara, la Salernitana ha disputato una gara ordinata, compatta, per lunghi tratti anche matura. Il piano partita era evidente: equilibrio, linee strette, ripartenze rapide e ricerca costante di Lescano e Achik come riferimenti offensivi. Il vantaggio arrivato nel primo tempo, con il colpo di testa dell’argentino, era la naturale conseguenza di una squadra più pulita nelle scelte e più pericolosa negli ultimi metri.

Il problema, però, non è stato costruire ma gestire il vantaggio. Nella ripresa i granata hanno abbassato il baricentro senza affondare il colpo. Poche vere occasioni concesse alla Cavese, ma neanche quella sensazione di partita definitivamente chiusa. È mancata la seconda giocata decisiva, la transizione sfruttata fino in fondo, la cattiveria per colpire ancora.

Il calcio, soprattutto nei derby, punisce chi resta a metà. La squadra di Giuseppe Raffaele ha controllato, ma non ha azzannato. E questa è una situazione apparsa evidente anche in altre partite precedenti (non a caso quasi tutte le vittorie sono arrivate con un solo gol di scarto). Quando lasci in bilico una gara fino al 90’, ti esponi all’episodio negativo.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 15 febbraio 2026 alle 17:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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