TIFOSI: Pasquale, cuore granata in America: "Basta teorie complottistiche: la maglia va sostenuta a prescindere dal presidente"

29.10.2020 18:00 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
TIFOSI: Pasquale, cuore granata in America: "Basta teorie complottistiche: la maglia va sostenuta a prescindere dal presidente"

Vi abbiamo raccontato qualche settimana fa la storia di Antonio Sessa, imprenditore salernitano trapiantato in California per motivi di lavoro, ma che non ha mai smesso di seguire con amore e senso di appartenenza la propria squadra del cuore. Nel suo locale, nel giorno dell'inaugurazione, campeggiava la foto di un bellissimo ippocampo e in tanti hanno scoperto l'esistenza della Salernitana attraverso i suoi racconti e quelli del padre Paolo, storico tifoso granata residente a Battipaglia e che già oggi sta inculcando ai nipotini la passione sportiva. Ma in America c'è un altro tifoso della Salernitana che, venerdì sera, ha sognato di festeggiare la qualificazione playoff. Si tratta di Pasquale Saggese, fratello di Francesco della "Saggese Editori". Alla redazione di TuttoSalernitana ha raccontato come viva quest'amore a distanza: "Seguo la Salernitana dal 1993, prima volta allo stadio campionato 1994-95 con mio padre che aveva l’abbonamento. Posso dire che fu una sorta di amore a prima vista, anche perché quella squadra fu promossa in serie B e successivamente ha fatto un grande campionato. Non posso mai dimenticare i match contro Atalanta e Vicenza. L’ultima volta all'Arechi? 26 dicembre contro il Pordenone, abbiamo vinto 4-0. So che  l'Arechi è vuoto e questa cosa dispiace, io vivo all'estero e, se potessi, sarei presente ogni domenica. E' difficile dare un giudizio, dividere i tifosi in buoni e cattivi alimenta soltanto tensioni e polemiche che non fanno bene alla squadra".

Pasquale prosegue su quest'argomento e parla anche dello scorso finale di stagione così amaro e delle prospettive future: "La spaccatura? E’ una cosa non nuova per questa tifoseria sempre molto passionale e calda,vivendo all'estero ho voglia di essere all’Arechi a prescindere dal presidente e dalle varie situazioni ma non bisogna criticare chi è di Salerno e fa scelte diverse. Ogni volta che avrò occasione di tornare sarò ben felice di sostenere la squadra dal vivo, bisogna scindere il discorso: la maglia è una cosa, classifica e proprietà un altro. Ho cambiato tutte le mie abitudini, ho visto le partite dal letto appena sveglio perché ci sono 9 ore di distanza col fuso orario. Giocando alle 9 qui si vedeva a mezzogiorno, è stato più faticoso collegarmi per quelle delle 15. I social mi aiutano a restare informato. E’ stata una bella mazzata per tutti la mancata qualificazione playoff, l'anno scorso ci credevo in virtù della forza della squadra e dell'esperienza dell'allenatore. Lessi polemiche sull’addio di Ventura, ma il calcio  va visto come uno sport in cui si può vincere e si può perdere. Solo Lotito sa quale sia la verità e quali sono i suoi veri obiettivi. Le teorie complottistiche vanno di moda, in tanti ambiti. Secondo me, invece, il discorso è molto più semplice e meno "filosofico". La sua politica è chiara: massimo risultato con il minimo sforzo, ha lo stesso modus operandi anche con la Lazio. Crediamo tanto in loro perchè siamo reduci da decenni di campionati difficili con Aliberti e Lombardi. Non so cosa ci riserverà il futuro, ma sempre e a prescindere forza Salernitana anche dall'America".