Un esame di maturità fallito. Ed è il quarto consecutivo in casa. Una brutta, bruttissima Salernitana regala più di un tempo al Cosenza e pareggia per 0-0 con un avversario in piena zona retrocessione e che, pur con l’uomo in più per l’espulsione di Petrucci, ha difeso con serenità (giocando semplicemente a calcio) il risultato sfiorando una vittoria che non sarebbe stata nemmeno immeritata per il coraggio mostrato in campo. Castori, che comunque ha una media punti interessante, ha tenuto in campo quattro difensori per tanto tempo schierando i calciatori di maggiore qualità ad otto minuti dalla fine. Il collega Occhiuzzi, invece, non ha cambiato spartito tattico e ha puntato ancora su Gliozzi e Carretta anche quando la logica avrebbe potuto imporre un atteggiamento più guardingo. E i tifosi iniziano a lamentarsi, proprio perché i risultati del pomeriggio davano la chance forse unica di posizionarsi a ridosso dell’Empoli tenendo a debita distanza una concorrenza che si avvicina. Perdendo a Cittadella, la Salernitana rischia concretamente di ritrovarsi tra quinto e sesto posto e con un Lecce in grande forma trascinato da quel Massimo Coda che tanto avrebbe fatto comodo e che in estate avrebbe accettato la proposta di Fabiani che invece non ha mai voluto un suo ritorno. Ha lanciato più di un messaggio, il bomber metelliano, e oggi servirebbe come il pane: Tutino gioca lontano dalla porta, Djuric non è mai stato un goleador, Gondo si sacrifica ma non incide e così si rimarca ancora di più quanto il mercato di gennaio sia stato pieno di lacune. Serviva un attaccante come il pane. Un Pettinari, che in coppia con Tutino, avrebbe fatto fare alla squadra quel salto di qualità. Forse, a quest'ora staremo a parlare di ben altro. Siamo d’accordo con il pubblico quando dice che una società realmente ambiziosa prende un centravanti di categoria, ma anche un centrocampista dai piedi buoni che, per caratteristiche, non può essere Coulibaly. Se poi ad una squadra già non eccelsa tecnicamente si toglie la qualità dei pochi singoli di livello è notte fonda e anche l’allenatore deve capire che non può andargli sempre bene. Oggi ci aspettavamo una Salernitana agguerrita, battagliera, che combatteva su ogni pallone. I calciatori, invece, sono sembrati stranamente timorosi, come se si accontentassero di un pareggio che allunga la striscia positiva ma che sa quasi di sconfitta per la prestazione anche in 11 contro 10. Anche questo Kiyine sta confermando di avere limiti caratteriali enormi. Il gol che ha sbagliato, facile facile, vale due punti in meno ma in tutta la partita ha fatto malissimo, come conferma l’ennesimo cartellino giallo.

Un segnale da parte di Castori sarebbe quello di mandarlo in tribuna, preferendo gente magari meno dotata tecnicamente ma che ci metta cuore. Leggiamo su alcuni siti e anche su facebook di un Tutino in affanno. Non avrà fatto la sua miglior partita, ma il capocannoniere granata con 10 gol era praticamente costretto ad arretrare fino a centrocampo per avere un pallone decente. Se i migliori non giocano e anche Tutino (capocannoniere della squadra!) viene puntualmente sostituito c’è poco da fare, si rischia soltanto di fare un favore alle avversarie e di perdere terreno in classifica. Anche perché il Cittadella non è né il Cosenza, né la Reggiana, né l’Ascoli, né la Spal che di questi tempi arranca. Al Tombolato occorre una Salernitana diversa, altrimenti la doppia sfida con i veneti e con il Brescia (tornato in lotta per i playoff e con Donnarumma titolare) potrebbe essere il capolinea dei sogni di gloria. E bastava investire a gennaio per evitare questi passi indietro. Nota finale per il settore giovanile. La Primavera, affidata all'ex Under17 Procopio, perde ancora. Stavolta a Reggio Calabria. Un progetto credibile passa anche per la valorizzazione del vivaio. Sotto questo aspetto l'intera gestione Lotito-Mezzaroma-Fabiani ha lasciato a desiderare. Per il resto? "Ho detto tutto, diceva  Mezzacapa nel noto film  "Totò, Peppino e la Malafemmina".

Sezione: Editoriale / Data: Sab 13 marzo 2021 alle 23:02
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
Vedi letture
Print