Una brutta figura, una prestazione a tratti imbarazzante. Una Salernitana da sempre senza idee, senza gioco, monotematica e a tratti fortunata perde la possibilità di vincere direttamente il campionato con quasi tre mesi d’anticipo rispetto alla fine della regular season, un fallimento sportivo senza precedenti e un’altra mortificazione calcistica per una città che, anche stasera, ha garantito 10mila spettatori e una spinta incessante nell’arco dei 90 minuti. Chiaramente il flop principale è della proprietà: dalla A al terzo posto in C, con un mercato sbagliato in estate e confusionario in inverno e che certo non si doveva limitare al solo Lescano tanto per rispondere alle legittime proteste dei tifosi.
Servirebbero altri tre top player per colmare il gap con le prime, ma ormai è tardi. Ma è soprattutto il fallimento di Daniele Faggiano. In estate, avallando la politica del “prima cedere” senza poter disporre di un budget importante, si è assunto in prima persona ogni responsabilità e almeno la metà degli innesti ha costituito un flop. Knezovic atteso 20 giorni e oggi fuori lista, Liguori preso contro il volere di parte del club e della piazza e corpo estraneo alla squadra, Inglese out da mesi, una difesa che prende costantemente gol, un portiere che non trasmette sicurezza. E ora la confusione fatta a gennaio. Sai che c’è un limite in lista da rispettare e fai firmare un contratto di due anni – con tutto il rispetto – a Molina? O affidi la difesa a uno che faceva la riserva ad Arezzo? Male, malissimo.
E, per puntare al massimo, si doveva puntare da subito su un allenatore alla Tesser, sul Pasquale Marino della situazione, non su chi ha fatto le cose migliori in una piazza senza pressioni. Caro Raffaele, è stato difeso dalla nostra redazione come nessuna testata giornalistica ha fatto, ma oggi i numeri sono impietosi e la sua avventura alla guida della Salernitana dovrebbe concludersi. Zero gioco, giustificazioni inaccettabili in sala stampa, gestione pessima del gruppo (Varone non può fare mezz’ora in questa rosa? Ferrari da insostituibile a ultima delle riserve?), una costante involuzione da ottobre in poi e vittorie quasi sempre con un solo gol di scarto.
E all’Arechi, stadio che dovrebbe portare tanti punti, si continuano a collezionare pareggi completamente inutili, senza dimenticare la sconfitta col Cerignola, lo 0-0 con un Latina all’epoca in caduta libera e la vittoria contro le riserve del Picerno fanalino di coda arrivata solo al 97’ e in 10 contro 11. Ha avuto la sua chance, a oggi serve cambiare e non si deve più perdere tempo. L’unico modo per evitare una lenta agonia e un trascinarsi fino ad aprile è prendere da subito un allenatore esperto, che ricarichi il gruppo azzerando le gerarchie e che mentalizzi ambiente e spogliatoio per disputare gli spareggi nel miglior modo possibile.
Oppure ci si vuole trascinare ancora, col rischio di ritrovarsi tra un mese e mezzo (il calendario ora è di fuoco) a guardarsi alle spalle per evitare di perdere ulteriori posizioni? Salerno merita molto, ma molto di più. E Faggiano e Raffaele hanno fatto il loro tempo.Una brutta figura, una prestazione a tratti imbarazzante. Una Salernitana da sempre senza idee, senza gioco, monotematica e a tratti fortunata perde la possibilità di vincere direttamente il campionato con quasi tre mesi d’anticipo rispetto alla fine della regular season, un fallimento sportivo senza precedenti e un’altra mortificazione calcistica per una città che, anche stasera, ha garantito 10mila spettatori e una spinta incessante nell’arco dei 90 minuti.
Chiaramente il flop principale è della proprietà: dalla A al terzo posto in C, con un mercato sbagliato in estate e confusionario in inverno e che certo non si doveva limitare al solo Lescano tanto per rispondere alle legittime proteste dei tifosi. Servirebbero altri tre top player per colmare il gap con le prime, ma ormai è tardi. Ma è soprattutto il fallimento di Daniele Faggiano. In estate, avallando la politica del “prima cedere” senza poter disporre di un budget importante, si è assunto in prima persona ogni responsabilità e almeno la metà degli innesti ha costituito un flop. Knezovic atteso 20 giorni e oggi fuori lista, Liguori preso contro il volere di parte del club e della piazza e corpo estraneo alla squadra, Inglese out da mesi, una difesa che prende costantemente gol, un portiere che non trasmette sicurezza. E ora la confusione fatta a gennaio.
Sai che c’è un limite in lista da rispettare e fai firmare un contratto di due anni – con tutto il rispetto – a Molina? O affidi la difesa a uno che faceva la riserva ad Arezzo? Male, malissimo. E, per puntare al massimo, si doveva puntare da subito su un allenatore alla Tesser, sul Pasquale Marino della situazione, non su chi ha fatto le cose migliori in una piazza senza pressioni. Caro Raffaele, è stato difeso dalla nostra redazione come nessuna testata giornalistica ha fatto, ma oggi i numeri sono impietosi e la sua avventura alla guida della Salernitana dovrebbe concludersi. Zero gioco, giustificazioni inaccettabili in sala stampa, gestione pessima del gruppo (Varone non può fare mezz’ora in questa rosa? Ferrari da insostituibile a ultima delle riserve?), una costante involuzione da ottobre in poi e vittorie quasi sempre con un solo gol di scarto.
E all’Arechi, stadio che dovrebbe portare tanti punti, si continuano a collezionare pareggi completamente inutili, senza dimenticare la sconfitta col Cerignola, lo 0-0 con un Latina all’epoca in caduta libera e la vittoria contro le riserve del Picerno fanalino di coda arrivata solo al 97’ e in 10 contro 11. Ha avuto la sua chance, a oggi serve cambiare e non si deve più perdere tempo. L’unico modo per evitare una lenta agonia e un trascinarsi fino ad aprile è prendere da subito un allenatore esperto, che ricarichi il gruppo azzerando le gerarchie e che mentalizzi ambiente e spogliatoio per disputare gli spareggi nel miglior modo possibile.
Oppure ci si vuole trascinare ancora, col rischio di ritrovarsi tra un mese e mezzo (il calendario ora è di fuoco) a guardarsi alle spalle per evitare di perdere ulteriori posizioni? Salerno merita molto, ma molto di più. E Faggiano e Raffaele hanno fatto il loro tempo. Perchè non dare una chance a Guglielmo Stendardo, uomo di calcio che ha avuto un impatto eccellente con la Primavera e che è profondamente innamorato di Salerno. Ad Avellino e Benevento, con Biancolino e Floro Flores, è andata bene: perchè non tentare anche qui?
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