La sensazione più forte, oggi, è che qualcosa sia cambiato davvero, non soltanto nei risultati, non soltanto nell’assetto tattico o nei numeri offensivi. È cambiata soprattutto la percezione che la Salernitana trasmette all’esterno. Una squadra che fino a poche settimane fa sembrava fragile, nervosa e incompleta oggi invece appare finalmente consapevole della propria forza ed è questo forse il segnale più importante lasciato dal 2-0 contro il Ravenna. La Salernitana non ha semplicemente vinto gara-1 dei quarti playoff, ha dimostrato di poter comandare il gioco, soffrire quando necessario e colpire nei momenti decisivi. Tutte caratteristiche che, nei playoff, fanno spesso la differenza più della semplice qualità tecnica.

L’impronta di Serse Cosmi ormai è evidente. Il cambio di sistema ha ridato centralità al reparto offensivo ma soprattutto ha restituito fiducia a tanti giocatori che sembravano essersi persi durante la stagione. Ferraris è diventato il collante tra centrocampo e attacco, Ferrari continua a incidere con gol e lavoro sporco. Lescano si conferma cecchino implacabile. E poi ci sono quelli che entrano e cambiano davvero le partite. Uno su tutti, Ismail Achik. Due assist contro il Ravenna, gol decisivo contro la Casertana e la sensazione di essere diventato una delle armi più imprevedibili della rosa.

Ma forse la crescita più evidente riguarda la mentalità. La Salernitana continua ad avere blackout e momenti di sofferenza, è successo anche contro Casertana e Ravenna, però oggi dà l’impressione di sapere restare dentro le partite anche quando l’inerzia cambia, ed è qui che entrano in gioco esperienza e personalità. Giocatori come Ferrari, Inglese, Golemic, Berra, Donnarumma e gli stessi De boer e Anastasio conoscono bene il peso emotivo di certe gare, e nei playoff spesso è proprio questo a spostare gli equilibri.

Intorno alla squadra, intanto, si è ricreato qualcosa che sembrava smarrito. L’Arechi è tornato a spingere, ha messo in scena l'ennesima scenografia mozzafiato che ha già fatto il giro del mondo, un pubblico che si è ricompattato e persino il ritorno allo stadio di Danilo Iervolino ha dato la sensazione di un ambiente che prova nuovamente a marciare nella stessa direzione. Ora però arriva la prova più delicata.

Perché il ritorno di Ravenna sarà completamente diverso rispetto alle sfide contro la Casertana. Non c'è margine per gestire superficialmente i momenti difficili. Serviranno lucidità, equilibrio e soprattutto capacità di reggere la pressione iniziale degli uomini di Andrea Mandorlini. La Salernitana parte avanti ma la qualificazione è ancora apertissima e forse è proprio questo il punto, questi playoff stanno dicendo che i granata possono davvero arrivare fino in fondo però devono ancora dimostrare di saper controllare le partite che pesano davvero. Le qualità ci sono, l’entusiasmo pure, adesso manca l’ultimo passo, trasformare questa convinzione in qualcosa di grande.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 00:00
Lorenzo Portanova
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Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023