La sensazione dominante, all’indomani del derby del Pinto, è una soltanto: la Salernitana ha dimostrato di essere più forte della Casertana, ma non abbastanza cinica da chiudere definitivamente il discorso qualificazione ed è questo il grande tema che accompagna la vigilia del ritorno dell’Arechi. Per oltre un’ora la squadra di Serse Cosmi ha giocato probabilmente la miglior partita della sua gestione e dell'intera stagione. Intensità, aggressività, qualità nelle combinazioni offensive, capacità di dominare il ritmo del derby anche in uno stadio caldissimo. La Salernitana è sembrata padrona assoluta della gara, trascinata da un tridente offensivo devastante.
Ferraris ha confermato di essere cresciuto enormemente nelle ultime settimane. Ferrari continua a vivere il suo miglior momento stagionale. Lescano, invece, si è preso ancora una volta il centro dell’attacco con il gol che ha immediatamente indirizzato la sfida. Per lunghi tratti si è vista una squadra vera, matura, convinta dei propri mezzi. Poi, però, è riapparso il solito difetto che accompagna questa stagione fin dall’inizio, il blackout improvviso. Sul 3-0 la Salernitana ha smesso di giocare, abbassando intensità e attenzione. La Casertana, che fino a quel momento aveva costruito pochissimo, ha iniziato a crederci grazie a due episodi sporchi dentro l’area. Ed è bastato quello per riaprire completamente il derby e la qualificazione.
È un dettaglio che non può essere ignorato perché i playoff spesso si decidono proprio lì, nella gestione dei momenti, nella capacità di restare lucidi anche quando sembra tutto sotto controllo. Ecco perché il ritorno dell’Arechi non potrà essere affrontato pensando soltanto al vantaggio di due gol a disposizione, sarebbe un errore enorme. La Salernitana dovrà giocare come nei primi 70 minuti del match di domenica. Con personalità, coraggio e soprattutto fame perché quando questa squadra attacca con convinzione dà la sensazione di poter fare male in ogni momento.
Anche l’ambiente, intanto, sembra essersi definitivamente ricompattato. L’allenamento a porte aperte, il coro “Ci devi credere”, l’entusiasmo crescente attorno ai playoff e una prevendita che viaggia a gonfie vele: tutto lascia percepire un clima completamente diverso rispetto a qualche mese fa. Cosmi, sotto questo aspetto, ha avuto un merito enorme, non soltanto nei risultati ma nella mentalità restituita alla squadra e nella capacità di riaccendere entusiasmo attorno al gruppo. Adesso però arriva il momento più delicato perché il ritorno all’Arechi sarà una partita sporca, nervosa, tesa. La Casertana non avrà nulla da perdere e proverà inevitabilmente ad alzare ritmo, aggressività e pressione emotiva e allora serviranno esperienza, lucidità e gestione delle energie.
Servirà il miglior De Boer in mezzo al campo, servirà la solidità di Golemic, servirà la fantasia di Ferraris e probabilmente serviranno anche le alternative: Achik, Inglese, Gyabuaa, Carriero. In playoff così lunghi e ravvicinati, la profondità della rosa può diventare decisiva. La Salernitana ha un vantaggio ma non ha ancora chiuso nulla ed è forse proprio questa la lezione più importante lasciata dal derby d’andata.
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