La Salernitana esce dal "Pinto" con una vittoria pesantissima nell’andata del primo turno nazionale dei play-off contro la Casertana, ma anche con un messaggio tattico chiarissimo: quando la squadra di Cosmi resta alta, compatta e aggressiva, può comandare la partita; quando invece abbassa troppo il baricentro e rinuncia alla gestione attiva del pallone, rischia di trasformare una gara dominata in una sofferenza evitabile. Il calo non è stato soltanto fisico. È stato anche mentale e tattico. La squadra ha arretrato la linea difensiva, il centrocampo ha perso aggressività sulle seconde palle e gli attaccanti sono rimasti più isolati. Di conseguenza, ogni rinvio o uscita sporca tornava rapidamente nella metà campo granata. Quando una squadra smette di accompagnare l’azione e si limita a proteggere il risultato, il rischio è quello di subire onde continue.

La Salernitana, quindi, deve portarsi a casa due verità. La prima è positiva: per settanta minuti ha dimostrato di avere organizzazione, qualità e soluzioni offensive per mettere in difficoltà la Casertana. Ha saputo colpire sugli esterni, riempire bene l’area, alternare ampiezza e profondità, mantenere compattezza e leggere i momenti della gara. La seconda, però, è un avvertimento: nei playoff non si può concedere alla squadra avversaria la possibilità di rientrare emotivamente in partita, perché anche un risultato largo può diventare fragile in pochi minuti. In vista del ritorno all’"Arechi", la Salernitana non dovrà snaturarsi. L’errore sarebbe pensare soltanto a difendere il vantaggio. La partita di Caserta ha detto l’opposto: i granata sono stati superiori quando hanno giocato con coraggio, quando hanno pressato in avanti, quando hanno tenuto la squadra corta e quando hanno occupato il campo con personalità. Dovranno ripartire da lì, evitando una gestione troppo attendista. Del resto la storia insegna, la miglior difesa è l'attacco.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 00:00
Autore: Davide Maddaluno / Twitter: @DavideMaddalun1
vedi letture
Davide  Maddaluno
autore
Davide Maddaluno
Collaboratore dal 2019