LE TEORIE DEMENZIALI DEI SOCIAL, LE DISCUTIBILI PAROLE DI VENTURA. MICAI, LA CONTRADDIZIONE PARTE DA LONTANO

25.07.2020 00:57 di Gaetano Ferraiuolo   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
LE TEORIE DEMENZIALI DEI SOCIAL, LE DISCUTIBILI PAROLE DI VENTURA. MICAI, LA CONTRADDIZIONE PARTE DA LONTANO

La gioia di chi non aspettava altro. Chiusi negli abissi da due settimane, nervosi per i risultati positivi della Salernitana che non consentivano di riempire le paginette facebook, rieccoli riemergere dalle tane per riproporre a menti ancora meno stabili teorie di ogni genere che meriterebbero una presa di posizione esemplare. Gente che evidentemente non ha null'altro da fare se non strumentalizzare la passione (quella vera, ormai sopita: per la serie "c'era una volta una grande piazza") di chi stasera ha come unico sentimento il dolore per la sconfitta, la rabbia per gli errori di Micai, la grinta di chi non vede l'ora venga lunedì per ripartire. Ognuno è libero di credere o non credere nella società, ma questo non autorizza a sfruttare i social con ipotesi becere, fiato alle trombe per chi usa la popolarità degli altri o della stessa Salernitana per ritagliarsi uno spazio. Rieccoli, pronti ad accostare l'arrivo della società allo stadio non a una volontà di star vicino alla squadra, ma di dire ai calciatori di perdere appositamente. Demenziale, fa già ridere così. Una persona equilibrata ricorderebbe che l'Empoli, sulla carta, è una corazzata, che ai granata mancavano elementi fondamentali, che ai punti il pareggio sarebbe stato più giusto e che a portieri invertiti avremmo vinto a mani basse. Col paracadute tutti sono bravi a formare gli organici, anche chi si è lamentato per tutta la settimana di un arbitraggio contrario per poi tacere oggi rispetto alle decisioni favorevoli di Ghersini.

Parlando esclusivamente di campo senza dare ulteriore spazio ai registi di film, la Salernitana di stasera ha tanto da rammaricarsi. L'Empoli ha fatto quattro gol con quattro tiri in porta, tutti da distanza siderale. Una corazzata paracadutata ha raccolto il massimo con il minimo sforzo, ringraziando Micai che, nel giorno del suo compleanno, ha dispensato regali a iosa. Stiamo dicendo da tempo che non è un portiere all'altezza di una squadra che vuole vincere. Istintivo, ogni tanto miracoloso, ma tremendamente discontinuo. Serve a poco parare qualche rigore se non dai mai sicurezza al reparto difensivo. Nelle prossime due gare serve una scelta coraggiosa: Micai out. Vannucchi in. Da due anni assistiamo a papere ed errori a ripetizione, quanto accaduto stasera è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il pari, comunque, sarebbe stato il risultato più giusto, ma non capiamo alcune parole di Ventura. Se Jaro stava bene, come il mister ha affermato, doveva giocare. Senza se e senza ma. Perchè Dziczek ancora fuori, anche quando il centrocampo era visibilmente in affanno? Perchè costringere Cicerelli a fare chilometri sulla fascia sapendo che Lombardi non c'è e i più forti vanno gestiti?

Dire che i playoff erano l'ultimo degli obiettivi sa tanto di mettere le mani avanti per non assumersi le responsabilità. Il lavoro di Ventura, per certi aspetti, è stato ottimo, ma finire noni o decimi sarebbe un fallimento. Della società, della dirigenza, della squadra, dell'ambiente, ma anche suo. Perchè è stato scelto per far meglio dei suoi predecessori, perchè la rosa poteva tranquillamente ambire al secondo posto. E' un anno di rinascita, il gruppo è giovane e ci sono tante cose da migliorare, è vero. Nessuno vuole prendersela con un mister che tempo fa avremmo soltanto sognato a Salerno, ancor di più dopo aver visto i Sanderra, Gregucci, Menichini e tanti altri. Ma ora ci sono sei punti da conqusitare per invertire la rotta e commentare in modo positivo il nono anno di gestione Lotito-Mezzaroma. Il patron ha esultato tanto quando Gondo ha segnato, per poi lasciare lo stadio visibilmente amareggiato. La loro presenza, con le famiglie, è stata un segnale importante. Poi c'è chi vuol vedere il marcio. E questa gente è la rovina di Salerno. Chiudiamo con Micai. La contraddizione ha radici lontane, quanto accaduto stasera è solo al punta dell'iceberg di un biennio troppo altalenante. Quando si afferma di voler mandare via la stragrande maggioranza dei calciatori reduci dalla passata stagione "perchè ci sono tante scorie da eliminare" non si può ripartire dallo stesso portiere. E' il ruolo più delicato, mentalmente un anno come quello scorso è logorante. Si doveva e si poteva cercare qualcosa di meglio. Se poi hai anche la chance di schierare Vannucchi e per due volte risponde presente, bisogna avere il coraggio di dargli fiducia. Cosa che potrebbe accadere lunedì. Meglio tardi che mai.