La Salernitana ha una rosa incompleta. Lo stiamo dicendo da settimane, il campo purtroppo ci sta dando ragione. I numeri, al momento, bocciano in parte l'operato del direttore sportivo Gianluca Petrachi che, al netto dei paletti imposti dalla proprietà, ha perso tre partite su cinque vincendone una su un'autorete grazie a un calciatore che non ha portato lui e un'altra contro l'ultima in classifica, in entrambi in casa col pubblico che ha dato un grosso contributo alla causa colmando le lacune tecniche con una spinta che ha fatto la differenza.
Abbiamo detto più volte che questo gruppo ha cuore e senso d'appartenenza, lo ribadiamo anche oggi. In fondo la reazione dopo lo 0-1 è stata veemente, la Salernitana ha colpito due pali, il portiere avversario è stato decisivo in diverre occasioni e il Pisa è stato cinico come era il Benevento di Inzaghi qualche tempo fa. Tuttavia questa squadra ha una prevedibilità palese, mantiene un possesso di palla sterile e fa tremendamente fatica quando deve cambiare impostazione in corso d'opera a causa delle carenze numeriche e qualitative che contraddistinguono tutti i reparti.
E' evidente che servisse un altro centrale di spessore al posto di Bronn, è chiaro a tutti che manchi un centrocampista dedito all'interdizione e che il vice Amatucci andasse preso per non gravare sulle spalle di un ragazzo che, oggi, con un errore grossolano ha avviato il pomeriggio nero dell'Arechi. Non vogliamo giudicare o bocciare nessuno, ma siamo certi che - pur con i limiti imposti dalla proprietà - non ci fosse di meglio tra Velthuis, Njoh, Tello (ancora una volta titolare, scelta opinabile e altro voto basso in pagella), Braaf e Dalmonte, due che oggi hanno sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare?
Non è tempo per i processi e ribadiamo che, sulla carta, l'undici titolare è di discreto livello per la categoria .Quel che dispiace è che l'ambiente si è rapidamente abituato all'idea di vivere una stagione d'assestamento quando c'erano risorse e obblighi morali tali da dover pretendere tutti, da subito, l'allestimento di una corazzata, con i soldi del paracadute che sarebbero stati sufficienti per aggiungere quei 2-3 ritocchi di spessore che mancano. Ci chiediamo, a tal uopo: ma chi ha parlato di mercato eccellente lo ha fatto tenendo conto degli incassi della proprietà o del valore della rosa?
13 gol subiti in sei gare, a questo punto ci sono due strade: o attingere dagli svincolati o cambiare spartito tattico. Perchè il buon Castori insegna che, quando non hai l'assillo di vincere a tutti i costi il campionato, la base è partire dall'organizzazione difensiva. Ma può essere possibile con terzini di spinta, difensori lenti, un centrocampo che costruisce, due esterni offensivi che non tornano mai e centravanti statici? A tal proposito un plauso a Simy che, anche stavolta, ha dato un contributo a differenza di un Torregrossa entrato come peggio non poteva.
Ma a deludere sono stati i senatori. Ferrari lento e impacciato, Stojanovic il peggiore in campo, Hrustic non pervenuto. A questo punto, se proprio bisogna accontentarsi di un campionato d'assestamento, si dia spazio ai giovani e a gente come Gentile che, appena tornerà a disposizione, non merita di scivolare indietro nelle gerarchie. Soprattutto se Stojanovic fosse quello di oggi.
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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