Pairetto 4-Salernitana 1. E' stato scritto e riscritto che il Napoli, presumibilmente, avrebbe vinto anche contro un avversario al gran completo, ma così è davvero inaccettabile. Il signor Serra è stato mediaticamente massacrato per non aver convalidato il gol di Messias in Milan-Spezia, in proporzione l'arbitro di oggi andrebbe fermato per almeno un mese. Inconcepibile che vengano regalati due rigori del genere ad una squadra che, fosse capitato alla Juventus, avrebbe "pianto" per settimane. A cosa serve il VAR se non ci si accorge che Elmas si tuffa e che Veseli colpisce il pallone con il fianco, come Insigne ha ammesso a fine gara parlando con Mertens? Davvero disastrosa e a senso unico la direzione di Pairetto, uno che in passato ha commesso tanti errori da non giustificare la scelta del designatore. Per una gara delicata e decisiva, per di più un derby, serviva una scelta diversa, anche in virtù di un match d'andata già contraddistinto da errori a danno dei granata. Ok la sudditanza psicologica, ok "due pesi e due misure" quando una big affronta una "piccola", ma sparare sulla croce rossa è qualcosa che toglie credibilità all'intero sistema calcio. Quello che oggi ha costretto la Salernitana a giocare con un manipolo di ragazzini e con alcuni giocatori con problemi di salute, senza allenamenti sulle gambe e che, all'intervallo, vomitavano e facevano fatica a stare in piedi. Chi si sarebbe assunto responsabilità in caso di guai più seri?
Ma ci chiediamo, soprattutto: quando si creerà un clima "stile Vestuti" a difesa della squadra? Notiamo, purtroppo, che la compattezza e la rabbia sportiva mostrata per la lotta alla multiproprietà si trasformano in un apparente immobilismo rispetto a torti di vario genere che stanno condannando la Salernitana ben oltre i propri reali demeriti. Prima hanno provato a non iscrivere la Salernitana, privandola in un colpo solo di dieci calciatori. Tanta roba per chi, per motivi di budget, non poteva investire praticamente nulla. Poi hanno pensato di escluderla, perchè le menti geniali che governano il calcio ritengono che, in piena crisi economica, se hai un cugino di quarto grado o un parente alla lontana a capo di un club, non puoi investire però iscrivono squadre con centinaia di milioni di euro di debiti e che falsano i bilanci. Nel mezzo torti arbitrali a ripetizione e una campagna di "stampa" nazionale non certo affettuosa. E appena è arrivato il nuovo presidente, ecco che le autorità sportive hanno dato il benvenuto: prima la sentenza di Udine, poi la Lega A che si costituisce a favore del Venezia chiedendo, in pratica, l'estromissione dal campionato. Come se un organismo sportivo sia prevalente rispetto a quello sanitario, in piena pandemia. Solo in Italia, che tristezza.
Iervolino, che potenzialmente è un presidente di altissimo profilo, capisca subito che Lega e FIGC hanno assunto decisioni che rischiano di decretare la retrocessione della Salernitana e che, dunque, occorrerà più pugno duro e meno filosofia. Alzi la voce subito, nelle sedi opportune. Toccherà al nuovo patron tutelare la sua creatura, sapendo che in quel contesto sarà una mosca bianca in mezzo a tante volpi che, forse, non vogliono la Salernitana in serie A. Ed è conseguente un appello alla piazza. Ultras, curva, club, provincia, simpatizzanti, tifosi, tutti: solo ricreando il clima "stile Vestuti" ci sarà possibilità di opporsi a questo scempio. Ok le prese di posizione, ok le contestazioni, rispettabilissimo disertare per le restrizioni del Governo. Ma qua c'è un accanimento nei confronti della Salernitana che richiede una partecipazione totale e una rabbia sportiva che deve trasformare l'Arechi in un fortino. Migliaia di persone erano unite e compatte contro la multiproprietà e la vecchia dirigenza, pronte ad accettare anche la D. Benissimo. Ci sia la stessa voglia di combattere e di manifestare, civilmente, anche e soprattutto quando i granata vengono penalizzati. Altrimenti passerebbe un messaggio pericoloso, per dirla alla Provenza "l'odio verso chi c'era è prevalente sul senso d'appartenenza, non è questa la tifoseria che ha fatto parlare l'Italia". Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare.
Ma ogni componente deve fare la sua parte. Compresi i giocatori, a cui va dato atto d'aver preparato il derby in condizioni impossibili. Ma in campo ci vorrebbe maggiore cattiveria agonistica, quella che manca dalla prima giornata. A nulla serve, sia chiaro, ma protestare con un arbitro, fare un contrasto un pochino più duro e velocizzare le manovre quando un avversario perde tempo darebbe il segnale di un gruppo che ci crede e non che si è arreso al proprio destino. Mancano Jaroszynski che morde il pallone e Cicerelli che piange dopo un gol, tanto per intenderci. Non vorremmo mai che i tanti casi covid siano frutto di un abbassamento della guardia collettivo. Il tempo c'è ancora, il mercato darà una mano e, sinceramente, ci saremmo aspettati 2-3 volti nuovi già oggi dopo 23 giorni di gestione Iervolino. Ma fa nulla, abbiamo enorme fiducia nel presidente e in un grande direttore sportivo. Ma ora è tempo di fare i fatti, con meno complimenti al Napoli e uno spirito da battaglia che animi ognuno di noi. Per il bene della Salernitana.
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