Il nuovo corso della Salernitana targato ancora una volta Stefano Colantuono è partito ed appare ben delineato sulla strada di un maggiore pragmatismo e di un atteggiamento in campo più votato al sodo che al bello. Una Bersagliera che, pur restando infarcita di piedi buoni e portata al palleggio, punta più a ridurre al minimo i rischi ed a lottare su ogni pallone, che a inseguire il dominio della partita e il baricentro alto sul terreno di gioco. Equilibrio e attenzione in fase difensiva caratterizzano il calcio di mister Colantuono, il quale, però, presto, ad iniziare dall'imminente doppio turno casalingo contro Juve Stabia e Brescia, dovrà alzare il livello della pericolosità e concretezza in attacco, dove occorrerà riempire di più e meglio l' area di rigore, sfruttare i calci piazzati a favore e avere il killer instinct negli ultimi sedici metri.
Riteniamo che il cambio tecnico sia stato, al di là dei numeri e dei moduli, che lasciano il tempo che trovano, di quelli significativi e che incidono, per cui appare pressoché inevitabile un intervento sostanzioso di Petrachi nel calciomercato di gennaio, con l'obiettivo di costruire, tra cessioni e nuovi arrivi, una rosa più forte e competitiva, ma soprattutto composta da calciatori le cui caratteristiche siano più adatte al credo calcistico del nuovo (vecchio) allenatore dei granata. La Salernitana crediamo non abbia una rosa tale da rischiare di essere coinvolta nella lotteria dei play out per evitare la retrocessione in terza serie, tanto che un siffatto nefasto esito stagionale sarebbe stato possibile solo in presenza di una società allo sbando più totale e di un ambiente tossico. Nonostante la conduzione opinabile della Bersagliera da parte del patron Iervolino e al netto di alcune tensioni interne, non ci pare si versi in una simile situazione, anzi le sensazioni sono positive in ottica di un intervento importante della governance granata per garantire ai ds Petrachi le risorse economiche necessarie a concludere rilevanti, per numero e per qualità, operazioni di mercato in entrata.
La proprietà del club campano davvero non ha più né credito, né alibi, né scuse da spendere, anzi può spendere solo un po' di denaro (visti gli incassi e gli andamenti degli ultimi due campagne (di non) trasferimenti. Investire adesso è doveroso, non tanto per non scendere in serie C, ma per ritrovare dignità e credibilità in un momento in cui il nome, almeno calcistico, di Danilo Iervolino è ai minimi storici per consensi e percezione di affidabilità. Un patron che ha indubbiamente mezzi e risorse per ribaltare una stagione in corso d'opera e che è un imprenditore di livello non pensiamo possa non comprendere che va immesso denaro fresco in società, per consolidare una struttura di squadra nell'undici titolare già di tutto rispetto e per puntare ad alzare l' asticella degli obiettivi e delle ambizioni in un torneo cadetto palesatosi di livello non eccelso e comunque al di sotto delle aspettative Sassuolo a parte. Alzare l'asticella è dunque possibile, se non finanche doveroso per non avere rimpianti e perché agganciare i play off, a prescindere dal piazzamento di regular season, potrebbe aprire orizzonti inimmaginabili, soprattutto in una piazza calda ed in grado di fare la differenza come Salerno.
La Salernitana, a dispetto degli ultimi segnali positivi, va rinforzata sensibilmente intervenendo in tutti i reparti, in difesa, a centrocampo e soprattutto, a nostro avviso, in attacco. Se le corsie esterne difensive, la cabina di regia e la trequarti appaiono abbastanza coperte e rassicuranti, non altrettanto si può dire per il centro della difesa, a livello di mediani incontristi o con capacità di inserirsi negli spazi per attaccare la porta e soprattutto non vi è da stare più di tanto sereni alla voce attaccanti puri, sia prime che seconde punte. Un forte ed esperto difensore centrale che sappia giocare a tre, e magari adattarsi nella retroguardia a quattro elementi, servirà sicuramente, così come un mediano di sostanza nel cuore della zona nevralgica del campo, un incursore col vizietto del goal e soprattutto così come almeno due attaccanti puri che abbiano nelle proprie corde un buon bottino di reti. In difesa elementi come Ruggeri, Njoh e Gentile dovranno dimostrare in questo ultimo mese di crescere e di costituire alternative affidabili ai presunti titolari nel ruolo, mentre atleti come Tello, Hrustic e Maggiore non potranno più permettersi di steccare, altrimenti il rischio di saluti anticipati prenderà inesorabilmente corpo, visto anche il forte punto interrogativo che grava sulle condizioni fisiche di Reine Adelaide, fuoriclasse per la categoria ma dai muscoli di seta.
Riteniamo che a rischiare grosso il taglio possa essere Tello, forse anche Hrustic, ma l' australiano potrebbe alla fine restare in rosa per via della priorità societaria di separarsi da Maggiore, calciatore dall'ingaggio pesante e negativo per rendimento, e spesso anche per atteggiamento. Petrachi vuole intervenire in modo adeguato ed avrebbe già messo le mani avanti con la società, anzi lo avrebbe fatto direttamente con il patron Iervolino, al fine di potersi muovere in modo ben diverso dalla scorsa estate, vissuta facendo, manco fosse l' Alberto Tomba dei tempi d'oro, zig zag tra paletti e budget inadeguato. Focus finale vogliamo metterlo sul reparto offensivo, laddove il cavalluccio marino sta palesando, numeri alla mano, le più consistenti difficoltà per l' assenza di veri uomini goal in organico. Simy è volenteroso ma presenta limiti spaventosi dal punto di vista tecnico e del cinismo sottoporta, Torregrossa oramai non è nemmeno lontano parente del calciatore che faceva reparto da solo ammirato ai tempi del Brescia in serie A, mentre il polacco Wlodarczyk è visibilmente acerbo ed impreparato sia fisicamente che tatticamente e tecnicamente, per la cadetteria italiana.
Alla fine quest'ultimo, di proprietà della Salernitana, sarebbe in bilico tra il restare scivolando a livello di terza scelta ed il partire per una esperienza in prestito magari in serie C, mentre i primi due sarebbero in lista di sbarco, ammesso e non concesso che vi siano club interessati. Per Simy vi sarebbero opzioni di sistemazione all'estero, che stavolta il nigeriano, in scadenza di contratto a giugno 2025, non dovrebbe rifiutare a cuore leggero come in passato mentre Torregrossa rischierebbe il taglio, salvo sorprese poco probabili. Un attaccante forte in grado di giostrare da prima punta arriverà sicuramente all'ombra dell' Arechi, con la società chiamata ad un investimento importante non eludibile, a prescindere da chi partirà e da come lo farà. Sotto valutazione vi sarebbero Brunori del Palermo, Lapadula e Pavoletti del Cagliari, Shomurodov della Roma, Gytkjaer del Venezia, Dani Mota Carvalho del Monza, Charpentier del Parma e, novità dell'ultima ora, Brenner dell'Udinese. I primi tre si farebbero preferire perché sarebbero di maggiore garanzia quanto a possibilità di essere bomber da doppia cifra in B, mentre elementi come l'uzbeko e il Portoghese dei brianzoli farebbero comodo per duttilità tattica e capacità di aiutare la manovra di squadra. Brenner dell'Udinese sarebbe una mossa che se da un lato potrebbe tentare il club campano dall'altro rappresenterebbe forse un punto interrogativo e un rischio che non ci si potrebbe permettere il lusso di correre.
Il brasiliano, infatti, a livello di under 17 verde-oro era reputato un talento assoluto e anche con la maglia del San Paolo è stato protagonista, ma in Italia non si è ripetuto e ha avuto qualche noia fisica di troppo. La Bersagliera riteniamo possa e debba andare solo su giocatori da subito pronti a dare un cospicuo contribuito alla causa, senza più ritrovarsi con elementi da aspettare dal punto di vista atletico e del ritmo partita. Potrebbe arrivare anche una seconda punta di ruolo, per cambiare veste tattica e modo di attaccare le difese avversarie, ed a riguardo il favorito potrebbe essere il monzese Caprari, ma sarebbero in lizza ed al vaglio anche i nomi di Ekuban del Genoa, Merola del Pescara (che può giocare intorno ad un centravanti strutturato come fare anche l'esterno e la prima punta) e il giovane Kowalski del Parma.
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