Alla fine il giallo di mercato è servito. Cuppone sì-Cuppone no ed ecco che la Salernitana si trova costretta a depennare un altro nome dalla lista dei papabili. Sul web i tifosi sono scatenati. Non tanto per il valore del calciatore in sé, quanto per aver visto sfumare un’altra trattativa al momento della firma proprio come accaduto in estate con Casasola. Uno degli esterni migliori della categoria per il quale Faggiano tentennò troppo salvo poi non rilanciare quando il Catania mise sul tavolo tanti soldi e un progetto interessante e vincente.

Considerando che i soliti ben informati stanno facendo passare il messaggio che il ds abbia carta bianca e budget illimitato, siamo a cospetto di un bivio dal quale non si scappa: o Faggiano non riesce a prendere giocatori e non sa spendere i soldi oppure non è vero quanto si afferma e c’è il solito mercato al risparmio da parte di chi avrebbe invece l’obbligo morale di riportare Salerno quantomeno in serie B. La verità è che non ci sono alibi.

Dopo il 3-1 di Siracusa, contraddistinto da una prestazione pessima di tutti i calciatori (con esordio shock per i tre innesti di gennaio), era doveroso dare un segnale alla piazza prendendo un grande difensore centrale, un centrocampista forte (magari anche in grado di mettere in discussione l’inspiegabile titolarità di Capomaggio) e un bomber da doppia cifra, visto che di Inglese si sono perse le tracce e con Ferrari che ha segnato appena cinque reti. Il dato della prevendita non lascia spazio a interpretazioni: appena 1700 biglietti venduti e tanti abbonati che resteranno a casa in segno di protesta nei confronti di Iervolino, Milan e Faggiano.

Un trio che, al pari dell’amministratore delegato Umberto Pagano, aveva lasciato intendere che ci sarebbero stati rinforzi immediati e di qualità e che, al momento, ha attinto da un Trapani in difficoltà, dalle riserve dell’Arezzo e da un Crotone che ha annunciato un ridimensionamento tecnico e finanziario. Tutto mentre il Catania prendeva un bomber come Bruzzaniti e il Benevento annunciava Caldirola che, potenzialmente, è tra i cinque migliori difensori della C. Insomma, niente di nuovo. Passano gli anni, aumentano gli appelli della gente, si scende di categoria, ma nessuno ha imparato la lezione.

Da Weismann a Pasalidis, da Guasone a Girelli e, soprattutto, dalla A al rischio galleggiamento in C. Chi ha difeso a spada tratta il proprietario oggi dovrebbe spiegare come mai si fatica anche a prendere il Cuppone di turno e con quale criterio si affronterà il Cosenza senza nuovi innesti e con un allenatore che dovrà stravolgere l’ennesima formazione pur di schierare un undici competitivo. Non è così che si vincono i campionati, non è così che si opera se si vuol ripagare lo smisurato affetto della gente. E non sarebbe certo il Chiricò di turno a farci cambiare idea.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 10 gennaio 2026 alle 22:00
Autore: Luca Esposito / Twitter: @lucesp75
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Luca Esposito
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Direttore Responsabile dal 2017
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