Siamo stati tra i pochissimi a rimarcare sempre quanti torti abbia subito la Salernitana negli ultimi anni. Assumendoci le responsabilità, pubblicando dossier a livello nazionale, provando - nel nostro piccolo - a dare una mano, a destare i sopiti, a far capire che qui nessuno ha l'anello al naso e che tante dinamiche sono chiarissime da tempo. E non ci rimangiamo quanto detto: gli arbitri hanno tolto 10 punti ai granata, la scelta di farci giocare le due gare finali in campo esterno falsa campionati e regolamenti ed è intollerabile, il 24 aprile, avere la preoccupazione che il Cosenza vinca l'ennesimo ricorso.
Ma prendersela con FIGC, Lega e AIA quando il problema vero è in casa significherebbe concedere alibi. Perchè, lo ripeteremo come un mantra in ogni editoriale, dopo la retrocessione più brutta della storia del calcio italiano c'era l'obbligo morale di allestire una corazzata per riportare la Salernitana dove è stata presa, senza un euro di debito, con un credito importante in banca e con una precedente società che aveva fatto un capolavoro ammutolendo i folli frequentatori dei web che propinavano le più demenziali teorie seguendo i pagliacci di professione che narravano favolette su Della Valle e roba simile.
Chi vuole evitare la retrocessione non prospetta presunti progetti triennali basati su prestiti e gente a fine carriera, non fa scappare Sottil blindando Fontana e virando su Martusciello, non tratta con Maiorino dopo aver chiuso con Petrachi perdendo due mesi appresso alla Brera Holdings e partendo per il ritiro con 20 giocatori su 22 in lista di sbarco nè propina prezzi da capogiro per gli abbonamenti chiudendo ogni rapporto con la tifoseria e con la stampa che hanno avuto una sola colpa: stendere da subito i tappeti rossi senza prima aver visto all'opera.
L'elenco delle promesse non mantenute ve lo risparmiamo, di certo però si fa fatica a credere che mister miliardo, con 25 milioni di paracadute, DAZN che dà 90 milioni in tre anni e cessioni importanti, non potesse allestire da subito uno squadrone come ha fatto il Sassuolo, quantomeno per ripagare l'affetto di una tifoseria che ha assistito a questo biennio orribile cantando e ballando senza rendersi conto del pericolo, al punto da attaccare chi faceva suonare il campanello d'allarme già due anni fa da Rivisondoli ricevendo l'invito ad andare a mare perchè era vedovo dei romani.
Petrachi, Martusciello, Breda, Colantuono, Valentini. E prima Liverani, De Sanctis, Sabatini. Tutti hanno commesso errori enormi. Ma può essere sempre colpa degli uomini di calcio? A febbraio di un anno e mezzo fa abbiamo capito che non c'era alcun progetto nè intenzione di risalire subito. Dopo l'1-3 con l'Empoli sarebbe bastato chiamare Inzaghi - il re della B - rinnovare il contratto e costruire da subito la rosa versione 2024-25, provando a parlare con 5-6 giocatori di spessore per farli sentire coinvolti, per renderli partecipi della rinascita. Forse sarebbero bastati anche solo Candreva e Gyomber, visto che sugli altri è opportuno stendere il proverbiale e metaforico velo pietoso per quanto hanno disonorato la maglia.
Invece no, meglio affidarsi a Boateng a fine carriera, a bomber Weismann, al "parafulmine" Sabatini (che di errori ne aveva fatti a bizzeffe già nella sua prima esperienza), al maestro Liverani e al Colantuono-ter. Disastri su disastri, agevolati da quella parte di opinione pubblica che propina realtà parallele pur di non perdere l'esclusiva. Gente che ha contribuito a rovinare la Salernitana e che sta pontificando su un altare pieno di polvere nascosta sotto il tappeto.
Chiudiamo con una riflessione su Fabiani. Siamo stati noi a parlare dell'ottimo rapporto tra Milan e l'ex DG, sottolineando negli articoli e nella trasmissione del venerdì che la Salernitana starebbe pensando di proporgli un ritorno pur sapendo che è difficile lasci la Lazio per un contesto che gli è stato ostile pur avendo vinto tutto quello che si poteva vincere. C'è chi ha provato a strumentalizzare la notizia invitando l'utenza a chiedersi "chi lo ha scritto?", senza dar conto - ad esempio - della trattativa Pojhanpalo che non è mai esistita. Cadere nella trappola di chi chiede di veicolare notizie non vere per far attaccare il direttore sportivo è davvero da principianti, ma tant'è!
Ci limitiamo soltanto a dire che ormai negare i meriti dell'ex ds significa essere in malafede o disonesti dal punto di vista intellettuale. Facile ricordare Grillo e Tagliavacche (meglio Mousset, Mikael, Lovato, Weismann, Velthuis, Guasone, Sambia e Wlodarczyk, vero?) o i playout VINTI, difficile ammettere che il post Fabiani fu contraddistinto da una retrocessione e un fallimento e da una retrocessione a suon di record negativi e bilanci in rosso. Dateli a chi ha vinto con il parsimonioso Lotito 20 milioni, vediamo ora dove si trova la Salernitana.
E trovatelo un ds che, contestato e senza società, porta a Salerno Ribery, Coulibaly, Bonazzoli, Ranieri, Ruggeri e Zortea con un trust e Marchetti a dare indicazioni e i ricorsi vinti per rigiocare con Udinese e Venezia. Senza di lui quel 7% sarebbe stato 1%. E un ritorno di almeno uno dei tre romani sarebbe l'unico modo per ripatire dopo un biennio in cui la società ha commesso errori su errori. E a Cittadella la proprietà sarebbe stata assente nel giorno della gara decisiva dopo aver spinto gli amanuensi a pubblicare un discorso strettamente privato. E con la piazza chie aspetta ancora scuse e spiegazioni per un ridimensionamento senza precedenti. E comunque tutti allo stadio, battiamo il Cosenza e sempre forza Salernitana!
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