Passano i giorni di calciomercato e continuano a giungere conferme riguardo una inversione di tendenza che vi sarebbe stata in casa Salernitana, e le conferme starebbero per nuovi calciatori acquistati in ottica rafforzamento della rosa agli ordini del nuovo tecnico Roberto Breda. Ribaltone nel modus operandi della società nelle ultime sessioni della campagna trasferimenti, con molte operazioni in entrata alcune pure significative, a fronte di tanto immobilismo precedente. Segni di risveglio e di avvicinamento del patron Iervolino, come confermerebbe il ritorno allo stadio Arechi in occasione dell' ultima sfida casalinga dei granata contro la Reggiana. Ben venga il patron allo stadio, non tanto per la cabala che è stata comunque positiva, ma soprattutto perché molte delle prospettive future di breve e medio termine della Salernitana dipendono dall'imprenditore partenopeo e dal livello del suo entusiasmo, che poi si tradurrebbe immediatamente in investimenti concreti. Le attuali operazioni di mercato sono buoni segnali ma non costituiscono ancora quegli investimenti importanti e di prospettiva che l' ex presidente aveva ventilato e poi smesso rapidamente di attuare alle prime difficoltà riscontrate.
Molti innesti sono stati tesserati a titolo temporaneo o con contratti brevi, gli stessi Breda e Valentini hanno un rapporto con il club che si protrarrà fino a giugno prossimo.La questione continuità è il vero tallone di Achille della Bersagliera e della società che la gestisce e detiene. Tanti, troppi gli avvicendamenti di staff tecnico e troppo il via vai di calciatori tesserati in queste annate, troppi i reset operati a livello programmatico, che, se non lo si volesse tracciare di disorganizzazione, quanto meno denoterebbe l'aver operato scelte infelici ed essersi male affidati. L' inesperienza degli esponenti di spicco della Salernitana è notoria ed innegabile così come è altrettanto certo che essa ora possa considerarsi superata al punto da non poter costituire più un alibi. Progettualità si sposa e fa rima con professionisti e professionalità e se era chiaro e comprensibile come il vincolo contrattuale di Breda e Valentini non potesse allo stato attuale eccedere i sei mesi (data la necessità di conoscere la categoria), altrettanto non sarebbe a giugno, quando, sul presupposto imprescindibile della conquista della salvezza, si dovrà scegliere se proseguire a medio lungo termine con questi due uomini al timone dell'area tecnica del cavalluccio marino.
La riconferma di questo duo sarebbe a nostro avviso indispensabile per non dover riazzerare tutto e ripartire daccapo. Ora come ora è normale che si guardi all'immediato con la permanenza in cadetteria obiettivo che assolutamente non potrà e dovrà essere mancato, dal momento che una retrocessione adesso in terza serie metterebbe davvero a rischio la continuità del calcio a Salerno. Durante la conferenza stampa con cui Iervolino si presentò alla piazza di Salerno si fecero tanti riferimenti ad una gestione della società che portasse ad una crescita della tifoseria sul piano culturale e morale, realizzando con un programma ambizioso la più alta simbiosi possibile tra la città più la provincia e il club calcistico. Di tutto ciò non è rimasto altro che tante belle parole ma l'idea alla base resterebbe a prescindere meritevole di apprezzamento. L' ex patron della Salernitana Claudio Lotito pratica da anni una impostazione della sua società, la Lazio, in chiave etica. Un calcio didattico ed etico, attento ai più importanti valori della vita è auspicabile, sia perché la finalità ultima di questo meraviglioso sport è e deve restare il coinvolgimento delle giovani generazioni, che dovranno abbinare sport e cultura, ovvero calcio e scuola.
Un calcio che porti la bandiera della virtù è desiderabile anche e soprattutto perché in tanti hanno perso la fiducia nella palla che rotola tra scandali e connivenze varie che hanno ridotto o finanche spento tante passioni genuine, allontanando progressivamente parte del pubblico dagli stadi e dal gioco del calcio in generale. Un plauso a Claudio Lotito ordunque per aver fatto rispettare un codice comportamentale a propri tesserati a libro paga e spontanei firmatari di un libero accordo privatistico. Chi si è reso autore di comportamenti esibizionistici e propagandistici a fini speculativi, sapendo che cosa era stato sottoscritto, può prefigurarsi ciò in cui rischia di incorrere, ovvero una interruzione del rapporto di lavoro in essere con la SS Lazio per decisione unilaterale della società stessa. Claudio Lotito non a caso è il moralizzatore, colui che così si è presentato e che, a differenza finora di qualcun altro, non si è certo fermato alle parole, tutt'altro.
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