Chi vi scrive ha sempre difeso a spada tratta l’allenatore, ritenendo che con l’organico a disposizione abbia fatto un miracolo sportivo visto che, per 24 partite, ha tenuto testa a due avversarie sulla carta superiori e che hanno investito cifre importanti per vincere il campionato. Tuttavia è evidente che anche Raffaele stia commettendo qualche errore e che parte della squadra abbia perso entusiasmo. Già dopo lo 0-0 di Latina i volti dei calciatori e i commenti “non ufficiali” lasciavano trasparire un certo malcontento, come se gli elementi di maggiore esperienza percepissero l’involuzione collettiva. E la Salernitana, che 12 volte su 13 ha vinto di misura soffrendo anche quando ha giocato in superiorità numerica contro avversari modesti, ieri ha fatto una brutta figura contro il Giugliano. 20 minuti di qualità e di idee nuove, poi un crollo totale e l’incapacità di tirare in porta se non al 93’ con Lescano.

Per il resto zero mordente, zero organizzazione, cambi tardivi, la scelta di non schierare Ferrari e quella difesa a cinque contro il fanalino di coda destinato probabilmente a retrocedere visti i limiti palesati anche ieri all’Arechi. Ma quel che preoccupa è la gestione del gruppo. Inserire subito i nuovi, anche con un solo allenamento sulle gambe, ha fatto perdere serenità e fiducia a chi, con tutti i suoi limiti, era stato protagonista nel girone d’andata. Così come appare incomprensibile che Ferrari, un bomber di razza per la categoria, sia passato dall’essere titolare a riserva di Molina. E poi c’è da riflettere sulle esclusioni di Varone e Knezovic. Possibile che chi ha fatto benissimo a Reggio Emilia, Terni e Ascoli non possa essere quantomeno una valida alternativa a Salerno e in un reparto che certo non ha fatto un grande salto di qualità con chi è arrivato a gennaio?

Ed è possibile che il talento scuola Sassuolo, per quanto acerbo, non venga ritenuto adatto per una ventina di minuti quando c’è da fare l’assalto finale per la vittoria? Voci di corridoio parlano di uno spogliatoio un pochino teso in queste ultime settimane, con il ds che avrebbe perso di mano la situazione e che, sbracciandosi in panchina dando indicazioni, forse acuisce quella confusione percepita dall’intera tifoseria. Ormai il primo posto è andato, più per demeriti propri che per meriti delle altre. Ma trascinarsi così fino ad aprile o tenere al timone un allenatore che il gruppo non segue più con lo stesso entusiasmo di prima rischierebbe di farci disputare i playoff da comparsa e non da protagonisti. Che possa essere utile scegliere da subito un tecnico esperto, che azzeri le gerarchie rivitalizzando la squadra preparandola sin da ora ad essere la più temibile negli spareggi?

Sezione: News / Data: Lun 02 febbraio 2026 alle 14:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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