“Ho detto ai calciatori di riflettere sui festeggiamenti della Casertana. Giusti, ci mancherebbe. Ma hanno battuto un grande club, non una grande squadra. Non ci voleva un’impresa per battere questa Salernitana”. Basterebbero queste parole molto dure e dirette di Serse Cosmi per comprendere quanto sia stata nefasta la notte del Pinto. Una Salernitana troppo brutta per essere vera: a terra fisicamente e mentalmente, non in grado di fare tre passaggi di fila, mai pericolosa nell’arco dei 90 minuti, presa a pallonate nel secondo tempo, senza un leader in grado di scuotere il gruppo dal torpore, a secco di gol da quasi 350 minuti e scivolata al quarto posto col serio rischio di essere superata dal Crotone e dalla stessa Casertana.
Un disastro annunciato, che ha radici lontane e che vede nella società e nel direttore sportivo Daniele Faggiano i principali protagonisti in negativo visto che si rischia la terza annata fallimentare consecutiva. Restando sull’aspetto tecnico, non ha funzionato praticamente nulla. Il 4-1-4-1 iniziale avrebbe dovuto teoricamente garantire copertura in non possesso e pericolosità sulle fasce, ma il risultato è stato disastroso. Lescano continuava a vagare per il campo a caccia di palloni giocabili, Antonucci era un pesce fuor d’acqua e gli esterni perdevano tutti i duelli individuali. Se poi si prende gol sul proprio palo allora le cose diventano ancora più complicate, lo stesso Cosmi ha ammesso che “la rete non mi sembrava imparabile, se abbiamo predominio territoriale, ma loro colpiscono un palo e segnano allora c’è un problema”.
Nella ripresa, con il passaggio al 3-5-2 e poi al 4-3-1-2, la musica non è cambiata. Anzi, la Casertana ha avuto almeno quattro occasioni nitide per chiudere la contesa mentre i subentrati granata facevano quasi peggio di chi è partito titolare eccezion fatta per Achik che, almeno, ci metteva un minimo di qualità nelle giocate. Quanto al focus sui singoli, si continua a non capire come mai Capomaggio sia considerato un titolare inamovibile. Lento, compassato, scolastico, prevedibile, atleticamente in calo, protagonista in negativo in occasione del – dubbio – rigore concesso alla Casertana, confusionario nella fase finale del match. Da settimane il centrocampista ex Cerignola fa fatica, che domani possa accomodarsi in panchina?
Bocciati anche Berra, Arena, Villa (che salterà la prossima gara per squalifica), Molina e un Ferrari che continua a palesare un atteggiamento insofferente, come fosse mentalmente lontano da Salerno da quando la dirigenza mise in discussione la sua permanenza in granata. Altro mistero: che fine ha fatto Ferraris? Da cosa ripartire? Dalla reazione emotiva di Donnarumma, bravo a limitare i danni nella ripresa. Da un buon Matino, unico della retroguardia che non ha commesso errori particolari e che ci ha messo un minimo di cattiveria agonistica. E poi Tascone, nuovamente titolare a distanza di tempo e molto ordinato tatticamente. Per il resto un disastro generale e una Salernitana che ai playoff, così facendo, rischia di essere una semplice comparsa.
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