Ha condiviso lo spogliatoio con lui per un'intera stagione, apprezzandone non solo le qualità tecniche ma anche quelle umane. Per questo il giudizio di Federico Coppitelli su Manuel Llano è netto e convinto. L'ex allenatore della Casertana, intervistato in esclusiva dal quotidiano La Città, analizza pregi, margini di crescita e prospettive del nuovo esterno della Salernitana, soffermandosi anche sulle ambizioni dei granata in vista del prossimo campionato di Serie C.
Mister, che ragazzo è Manuel Llano, al di là delle qualità tecniche?
«È un ragazzo che tutti gli allenatori vorrebbero avere. È molto serio, un grande professionista. Lo scorso anno stava facendo un sacrificio importante, vivendo così lontano da casa (Rosario, Argentina ndr) e ha sempre dato valore a tutto quello che faceva. Ha un desiderio enorme di arrivare e, dal punto di vista mentale, ci metto la mano sul fuoco: a Salerno si farà apprezzare tantissimo perché è motivatissimo e dà sempre tutto per la squadra».
L'approdo in una città importante come Salerno, ricca di pressioni, può incidere sul rendimento di un calciatore?
«In generale può accadere, ma nel suo caso non credo ci saranno problemi. Prima di arrivare in Italia ha giocato in Serie A argentina ed è già abituato a convivere con determinate pressioni. Saprà gestirle senza particolari difficoltà».
Qual è il ruolo nel quale riesce a esprimersi al meglio?
«Secondo me rende al massimo da esterno a tutta fascia in un centrocampo davanti a una difesa a tre. In quella posizione riesce a incidere tantissimo con assist e gol. È un giocatore che lascia sempre il segno».
È anche un calciatore molto duttile?
«Sì. Può utilizzare entrambi i piedi ed è un giocatore con grande personalità. La sua caratteristica migliore è la capacità di essere decisivo negli episodi. Lo trovi protagonista sui calci piazzati e nelle situazioni più delicate. Ricordo anche il rigore contro la Salernitana: lo sbagliò, ma ebbe il coraggio di prendersi quella responsabilità».
Dal punto di vista difensivo può ancora migliorare?
«Sì, deve crescere in quella fase, ma è normale. La sua grande generosità lo porta a spendere tante energie in avanti e questo, a volte, può costargli qualche errore. Parliamo comunque di un giocatore di livello assoluto per la Serie C».
Ha ancora margini di crescita?
«Assolutamente sì».
C'è chi sostiene che abbia disputato le migliori partite proprio nei playoff. È d'accordo?
«In realtà ha sempre avuto un rendimento molto elevato. Manuel difficilmente faceva una partita insufficiente. Garantisce temperamento, corsa, inserimenti e continuità. È uno di quei giocatori sui quali puoi contare ogni domenica».
Nel corso della stagione lo ha impiegato anche in altri ruoli?
«Sì. Contro il Foggia, ad esempio, ha giocato anche da interno di centrocampo nel 4-3-3. Questo dimostra quanto sia duttile».
Quali sono i suoi principali pregi e l'aspetto sul quale deve lavorare maggiormente?
«Deve migliorare ancora nella fase difensiva e nella gestione di alcune situazioni. In avanti, invece, ha tantissime qualità: temperamento, inserimento, corsa, cambio di passo e grande incisività negli ultimi trenta metri».
Passiamo alla Salernitana. Che impressione le hanno fatto i granata nella doppia sfida playoff contro la Casertana?
«Ho visto una squadra cresciuta tantissimo nella parte finale della stagione. In Serie C dare continuità a un progetto tecnico rappresenta un vantaggio enorme. Ripartire da una base consolidata può fare la differenza».
La Salernitana dovrà comunque rinforzare la rosa per puntare alla promozione?
«Sì, perché vincere la Serie C è sempre molto complicato. Se fosse partita fin dall'inizio con quella struttura tecnica mostrata nella parte finale della stagione, avrebbe avuto concrete possibilità di lottare per il primo posto. Poi i playoff sono un torneo logorante e vincerli è difficilissimo».
Che campionato si aspetta nel Girone C?
«Sarà un campionato di altissimo livello. Ci sono tante città importanti e sarà quasi una Serie B2».
Ad oggi chi vede leggermente avanti?
«È ancora presto perché bisogna capire come saranno completate le rose. Catania riparte con un nuovo progetto, Bari rappresenta un'incognita. Se però dovessi indicare una squadra oggi, direi la Salernitana. Mi sembra quella più centrata e probabilmente anche la più consapevole della categoria. Per un giudizio definitivo, però, preferisco aspettare ancora qualche settimana».
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