In un momento in cui è fondamentale remare tutti nella medesima direzione per creare da subito un clima positivo attorno alla squadra e con la società che sta studiando una serie di iniziative da abbinare alla campagna abbonamenti (dal “Porta un amico” alla possibilità di pagare a rate), ogni errore sul piano strategico-comunicativo rischia di alimentare inutili e dannose tensioni. E’ evidente che la presentazione della nuova divisa da gioco griffata Givova abbia suscitato un certo malcontento, con centinaia di commenti negativi sui social e molti tifosi che si lamentano di prezzi altissimi e paragonabili a quelli indetti da club di serie A.

Come se non bastasse la diatriba sul colore delle maglie (a quanto pare più tendenti all’amaranto che al granata), ecco che emerge un retroscena che – se confermato – lascerebbe in eredità numerose perplessità. Stando a quanto filtra, la società Salernitana e lo sponsor tecnico avrebbero comunicato a tutti rivenditori ufficiali di Salerno e provincia che il nuovo materiale ufficiale sarà in vendita soltanto presso lo store di Piazza Caduti Civili di guerra e online. Una scelta che sarebbe incomprensibile e clamorosa, ma soprattutto penalizzante per centinaia e centinaia di tifosi e per quegli imprenditori che, negli anni, hanno investito per mettersi a disposizione del pubblico e per aiutare la squadra di calcio nel suo percorso di crescita.

In attesa che la decisione venga ufficializzata, rimarchiamo la necessità di fare un passo indietro. Ci sono professionisti che hanno investito risorse finanziarie e fisiche dando posti di lavoro ai ragazzi della nostra città sostenendo commercialmente la Salernitana anche dopo retrocessioni, sconfitte e fallimenti e privarli del materiale ufficiale sarebbe semplicemente inspiegabile e controproducente. Se davvero la proprietà targata Iervolino ha intenzione di stringere un rapporto osmotico col territorio non può che ripartire da attività che costituiscono un punto di riferimento imprescindibile. Per le nuove generazioni, per gli ultras, per i club organizzati, per la provincia, per le famiglie, per chi ama la Salernitana ed è abituato a recarsi periodicamente presso il rivenditore di fiducia.

Perché penalizzare il commercio locale? Perché colpire i lavoratori salernitani? La passione non si compra online e chiunque abbia sostenuto la Bersagliera non può essere tagliato fuori da un nuovo corso che, si spera, possa regalarci qualche soddisfazione in più dopo un triennio disastroso e fallimentare. Iniziare col piede sbagliato non gioverebbe a nessuno. E’ anche da queste piccole-grandi cose che si evince il senso d’appartenenza di una società di calcio. C’è tempo e modo, eventualmente, per fare un passo indietro. Sarebbe un gesto intelligente…ma anche un atto dovuto! La passione non si vende online.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 08 luglio 2026 alle 16:00
Gaetano Ferraiuolo
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Gaetano Ferraiuolo
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