Giorno 4 dopo una delle sconfitte più umilianti della nostra storia, con la signora che stendeva i panni e il colpo di mercato Arena che si faceva espellere dopo 20 minuti. Siamo quarti in C e lunedì c'è una partita fondamentale col Cosenza (che ha preso 3 giocatori, senza cedere nessuno di quelli che aveva in B) e, a oggi, il mercato è ancora fermo e si rischia di perdere finanche Cuppone del Cerignola. Il Benevento, invece, chiude per Caldirola che ha fatto tre anni di A col Monza. Alla fine la piazza è stata accontentata: dopo aver fatto film per 10 anni oggi stiamo davvero assistendo al galleggiamento.

Nemmeno la debacle contro un gruppo di volenterosi calciatori che non sta percependo stipendio ha scosso nell'orgoglio chi avrebbe avuto l'obbligo morale di riportare la Salernitana in A per farsi "perdonare" il biennio peggiore della storia granata. E invece niente. Nè parole di scuse, nè una presenza al Mary Rosy per scuotere la squadra, nè un nuovo allenatore o un altro ds al netto di una involuzione evidente, nemmeno un segnale in chiave mercato per far capire che quel -6 dalla vetta può essere ancora colmato.

In tanti sul web invocano la diserzione, ma ormai è tardi: un minuto dopo la gara con la Sampdoria ogni componente avrebbe dovuto spingere affinché Iervolino e Milan uscissero allo scoperto per spiegare cosa volessero fare da grandi, invece è bastato prendere Inglese e un Primavera del Sassuolo per accantonare il passato e per tributare ovazioni a calciatori non solo modesti sul piano tecnico, ma che ora sembrano anche meno affiatati di quando si vinceva ed era bello ballare Despacito sotto la curva.

La verità è che, ad oggi, non è cambiato nulla e che alla Salernitana continuano a mancare un forte difensore centrale (diamo comunque tempo ai nuovi arrivati, ingiudicabilli in una gara fallita da tutti tranne che da Achik), un portiere che quantomeno si giochi il posto con Donnarumma, due centrocampisti forti (ma Capomaggio cosa sta facendo per meritare la titolarità a prescindere?) e due attaccanti. Se si vuol vincere. Altrimenti, per un ruolo da comparsa nei playoff, tutto sommato va bene così.

Dispiace che nel mirino della critica siano finiti anche Faggiano e Raffaele, con lo sport prediletto sul web che resta quello di spostare l'attenzione sui problemi secondari credendo a chi, sotto dettatura o per totale disconoscenza dei fatti, parla di un ds con budget importante o di trattative con Lescano quando abbiamo atteso 2 mesi per Tascone. Tuttavia chi accetta tutto senza battere i pugni sul tavolo deve attendersi di essere poi il primo ad andare in discussione. Che almeno l'Arechi deserto lunedì sera smuova un po' di "coscienze". Se non si vuol vendere la società, ma non si vuole investire cosa sarà della Salernitana?

Sezione: Editoriale / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 00:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024
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