I tifosi si aspettavano il “colpo”, quel giocatore in grado di alzare l’asticella e di consentire alla Salernitana di sperare ancora nella rimonta sul Benevento nonostante il pareggio interno con il Giugliano fanalino di coda giunto al termine di una prestazione pessima. Invece il direttore sportivo Daniele Faggiano torna da Milano quasi a mani vuote e con una serie di casi da gestire al meglio per evitare ulteriori problematiche all’interno dello spogliatoio. Il lavoro dell’ex ds di Trapani e Parma non piace alla piazza che, sui social, si è espressa in modo molto duro nei suoi confronti.

E la bocciatura del suo operato scaturisce anzitutto dai numeri. 15 operazioni tra entrate e uscite, quanto basta per sancire il mezzo fallimento del mercato estivo pur condizionato da un budget basso e dall’obbligo di cedere tanti calciatori che guadagnavano tanto. Poi la contraddizione in alcune dichiarazioni, con Faggiano che affermava di voler “cambiare il meno possibile, ho fiducia in un gruppo che è stato primo in classifica per 15 giornate. Dipenderà solo da loro, io li terrei tutti”. Alla fine sono andati via Coppolaro, Frascatore, Ubani, Iervolino, Varone, Knezovic e Liguori.

Sugli ultimi due è necessario fare una riflessione a parte. Faggiano li ha attesi praticamente un mese, nel caso di Liguori anche andando contro il volere di parte della curva. Aveva assicurato fossero elementi in grado di fare la differenza e, invece, sono stati messi in discussione e fatti partire a titolo definitivo. Altro motivo che indurrà la proprietà a fare delle riflessioni a giugno, quando il rapporto lavorativo potrebbe essere interrotto con un anno d’anticipo rispetto al contratto in essere. 

Sezione: News / Data: Mar 03 febbraio 2026 alle 16:30 / Fonte: Luca Esposito per TMW
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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