Attenzione a non lasciarsi sopraffare dall’entusiasmo che, inevitabilmente, potrebbe essere scosso dal retrogusto amaro del finale di una partita combattuta. Questo è il principale compito che attende Serse Cosmi, a poche ore dalla sfida di ritorno, nel secondo atto del doppio derby contro la Casertana. Domani sera, allo stadio Arechi, la Salernitana partirà dal prezioso 3-2 conquistato al Pinto. Con due risultati utili su tre (e un terzo "mezzo" risultato positivo: anche una sconfitta di misura consentirebbe il passaggio del turno grazie al vantaggio dato dal titolo di testa di serie), la squadra avrà sugli spalti il supporto di circa 20mila cuori granata.

Un pubblico pronto a restituire l’accoglienza calorosa che i tifosi rossoblù hanno riservato a Lescano e compagni nella gara di andata. Fondamentale sarà ritrovare la forza vista in quei 70 minuti a tratti straordinari giocati in trasferta, in cui la squadra ha mostrato la miglior prestazione della stagione: compattezza, coraggio, applicazione e aggressività. Rispetto al primo derby del 5 marzo, il tecnico umbro sembra essere riuscito a compiere significativi progressi verso quella "quadra" tanto necessaria per rendere la formazione realmente competitiva.

Adesso, il lavoro più delicato riguarda l’aspetto mentale dei suoi uomini. In campo, con tenacia e piena consapevolezza dei movimenti da seguire e del piano gara da realizzare, la formazione ha saputo eseguire alla perfezione per buona parte dell’incontro d’andata. Certo, nel finale c'è stato un calo, ma questo va anche attribuito alle qualità dell’avversario, che sotto la gestione Cosmi è riuscito a conquistare più punti rispetto alla Bersagliera. Prima di calcoli complessi – che presto o tardi saranno inevitabili – la Salernitana deve ritrovare la certezza di poter fare male all’avversario in qualunque momento. Una lezione che Cosmi può fare sua, forse mutuandola dall’esperienza del suo predecessore Raffaele: questa squadra non può permettersi di gestire o rallentare nei finali. Per tutto l’anno ha dimostrato di rendere al meglio ingrana quando è sotto pressione: nelle rimonte, negli ultimi minuti, o con le spalle al muro.

Le armi per farcela non mancano: i cross in area che Lescano e Ferrari potrebbero trasformare in oro; le imbucate per Ferraris, sempre più efficace nell’interpretare il ruolo di collegamento tra centrocampo e attacco e micidiale negli inserimenti. Senza dimenticare l’aggressività di un instancabile de Boer, capace di pressare alto e recuperare palloni preziosi, spesso premiando le avanzate devastanti di un super Cabianca. Gli ingredienti ci sono tutti: sarà fondamentale, però, non smettere mai di premere sull’acceleratore.

Dopo il match di Caserta troppa negatività nell'ambiente granata. Eccessiva. Nell'articolo che potrete leggere [CLICCANDO QUI] la riflessione a mente fredda che darà ulteriore carica in vista di domani sera.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 12 maggio 2026 alle 14:00
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024