Undici gare consecutive senza perdere, in pratica dalla figuraccia di Empoli e da quel mortificante 0-5 frutto anche dell’assenza di operazioni di mercato. Sei partite senza prendere gol, con tante trasferte e poche gare in casa. Quarto posto e 9 punti di vantaggio sulla nona. Messa così sembrerebbe una super Salernitana, ma il giudizio cambia in relazione ad uno score che parla soprattutto di pareggi per 0-0. Una squadra che vuole fare il salto di qualità non può perdere tutte queste occasioni, in special modo all’Arechi contro Vicenza, Cosenza e una Spal in caduta libera. Castori ha chiesto di non concentrarsi soltanto su chi non gioca e il suo discorso non fa una piega, ma questa Salernitana ha segnato la miseria di un gol in un mese, tra l’altro sfruttando una palla contesa. Come si può tener testa alle corazzate se, Tutino a parte, si fa fatica a sbloccare il risultato? Proprio su Tutino vogliamo soffermarci. Leggiamo qualche critica ingenerosa nei confronti del giocatore che, a nostro avviso, non è una prima punta e avrebbe bisogno di giocare con un calciatore “alla Coda” al suo fianco. Si fa fatica ad incidere se entri a mezz’ora dalla fine, contro un avversario che in quel momento sta dominando e senza la qualità di Cicerelli o Anderson. Nulla contro Djuric, ma a tratti sembra di rivedere l’attaccante spento della prima parte in granata, quando fu oggetto di critiche ad opera del pubblico. Quanto sarebbe servito, a questa squadra, un bomber da doppia cifra nel mercato di gennaio, certo non può essere Kristoffersen a risolvere i problemi. Tutino, che viene impiegato di meno e non si capisce il motivo, può trarre vantaggio dai movimenti di Gondo e non dalla staticità di Djuric, uno che non è mai stato bomber e che ha fatto la differenza l’anno scorso perché c’erano Cicerelli e Lombardi che ti mettevano in condizione di far male. Quello che non viene permesso al bomber napoletano, uno che va messo al centro del progetto con una squadra che lo rifornisca e non da mezz’ora finale applicandosi in fase difensiva. Ora c’è da accelerare, ma il calendario non dà certo una mano al cavalluccio marino. A Salerno verrà un Brescia in media promozione diretta dopo il cambio di allenatore, con quel Donnarumma che è stato mandato via troppo facilmente e che poteva tornare utilissimo alla causa. Poi sosta e trasferta a Lecce, con un avversario che sulla carta è già di un’altra categoria. Ciclo di fuoco che continuerà con Frosinone, Venezia e Monza. D’altronde, però, per puntare ad un qualcosa di importante è contro le grandi che bisogna fare risultato, non solo con Ascoli e Pescara. Senza sfruttare le risorse a disposizione e con un Arechi che sta diventando ostile (4 pareggi su 4) per la prima volta non ci sentiamo di essere fiduciosi. Ma questa squadra ci ha smentito già diverse volte, toccherà ai calciatori e all’allenatore sopperire ad alcune evidenti lacune strutturali e convincere la gente che non c’è nessuna volontà di galleggiare.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 16 marzo 2021 alle 23:23
Autore: TS Redazione
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