Solo il VAR può salvare il finale di un campionato bello, equilibrato e di livello altissimo rispetto al recente passato. Se anche un Internazionale come Irrati commette un errore così clamoroso a danno della Salernitana mentre il Venezia vince anche grazie ad un rigore inesistente e al Frosinone ne manca uno a cospetto del solito Monza, c'è ben poco da stare allegri. Se da un lato il regolamento attuale non prevede il rosso a Berisha che, tuttavia, nega un gol quasi certo ai padroni di casa, dall'altro è inconcepibile che il direttore di gara non abbia visto la parata di Sernicola che, allargando il braccio, impedisce a Gondo di avviarsi verso la porta. Tutto mentre le telecamere indugiavano su un assistente visibilmente in difficoltà, esortato dai calciatori ad intervenire e a segnalare la topica clamorosa e inspiegabile. Se a quanto accaduto stasera aggiungiamo il gol fantasma assegnato al Chievo, le scelte di Rapuano col Pordenone, la rete annullata a Tutino con la Reggiana e il mancato rosso a Curado in quel di Frosinone possiamo dire senza timore di smentita che la Salernitana ha alcuni punti in meno per colpe non proprie. Con la tecnologia sarebbero bastati 5 secondi per accorgersi dell'intervento irregolare del difensore estense, lo stesso Marino ha ammesso in conferenza stampa che l'episodio è stato favorevole alla sua squadra.
Ad ogni modo l'errore di Di Tacchio dal dischetto, che si aggiunge a quelli precedenti di Djuric e Tutino (a proposito, l'attaccante napoletano continua a incidere pochissimo quando si affrontano le formazioni collocate nella zona alta della classifica), vale altri due punti in meno. Si può parlare da oggi a domani di gioco, schemi e tattica, la verità è che bastava segnare i tre rigori per trovarsi in vetta e nessuno avrebbe avuto nulla da dire. La Salernitana, comunque, conquista l'ottavo risultato utile consecutivo, ha subito un solo gol negli ultimi 360 minuti (tre volte su tre un Adamonis insuperabile, bravo anche Veseli), ha ottenuto il ventunesimo risultato positivo in ventisei gare colmando il gap proprio con la Spal rispetto alla sofferenza dell'andata. E qui nasce spontanea una riflessione: se a settembre ci avessero detto che la Salernitana, a marzo, era sopra Spal, Lecce e Chievo in quanti avrebbero firmato con il sangue? Ci avreste creduto? L'amarezza per la partita gettata alle ortiche è tanta, è bastato mettere Cicerelli e Anderson dietro Gondo (qualità, fisicità, rapidità) per assediare l'area di rigore avversaria e dar vita ad un finale all'arma bianca come raramente si era visto. Ma nulla cancella l'eccellente campionato fatto dai granata fino a questo momento, con una precisa identità che da un lato toglie imprevedibilità, ma dall'altro aggiunge solidità, una fase difensiva fatta in modo eccellente e il carattere di un gruppo che merita solo applausi e sostegno. Non certo il chiacchiericcio di chi ha inventato trattative societarie o i post sulle pagine anonime che, quest'anno, ci stanno rimanendo tanto, ma tanto male...
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