SALERNITANA - Micai: "Sto bene qui, ma il calcio è strano. Sogno la Serie A con i granata"

07.04.2020 14:00 di Orlando Aita   Vedi letture
© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com
SALERNITANA - Micai: "Sto bene qui, ma il calcio è strano. Sogno la Serie A con i granata"

Ventotto partite giocate, trentadue gol subiti e sei clean-sheet: Alessandro Micai sta disputando una stagione straordinaria ed è uno dei fedelissimi di mister Ventura. Essendo il "numero uno" della squadra, ieri è stato anche il primo a partecipare ad 'Ask...' il nuovo format ideato dai social media della società. A seguire trovate un sunto dell'intervista fatta dai tifosi al portiere granata. 

Come stai passando questi giorni difficili? 

"Cerco di continuare a fare una vita regolare. Mi alleno ogni giorno: pratico degli esercizi per la mobilità articolare, a corpo libero o utilizzando un elastico. Poi leggo, ho recuperato dei libri che tra gli allenamenti e le partite non ho mai aperto o finito. Guardo qualche documentario e soprattutto analizzo alcune partite di questa stagione, per capire cosa devo migliorare".

Perché hai scelto di fare il portiere? 

"Da piccolo, a differenza dei miei coetanei, ero attratto dalle parate, dalla bellezza dei guanti. Non nascondo che, comunque, qualche volta mi è venuta la voglia di giocare in attacco. Ma avendo un papà e uno zio entrambi portieri, mi hanno insegnato ad amare questo ruolo". 

Che sensazioni provi prima di scendere in campo? Come ti concentri?

"Dico sempre che la partita è semplicemente l'esame della settimana. Infatti credo che sia più importante essere concentrato durante gli allenamenti. Noi abbiamo la fortuna di avere un allenatore bravo come Ventura, che ci aiuta a preparare a 360 gradi le tattiche da utilizzare per fermare l'avversario".

Quali ricordi hai di Salerno? Belli e brutti...

"Salerno è il mio presente. Non vi nascondo che se questa domanda mi venisse fatta in futuro mi piacerebbe rispondere così: il mio ricordo? La promozione in massima serie, magari da capitano. Mi piace vivere qui, amo la gente e la città. Lo scorso anno ho avuto un po' di difficoltà ad ambientarmi, ma ora sto meglio. L'affetto dei tifosi nei miei confronti è fantastico. Il ricordo più brutto sicuramente la partita con il Benevento, dove mi feci un autogol. Quello più bello invece il mio esordio".

Vorresti finire la carriera con la Salernitana? 

"Per il momento sto bene qui, ma il calcio è strano. Nel mercato tutto può succedere. Mi piacerebbe, però, lasciare un segno indelebile in questa società, diventare un calciatore simbolo".

Che emozioni ti trasmette la maglia granata? 

"E' una maglia prestigiosa, a cui tutti i calciatori dovrebbero ambire. A Salerno c'è una passione immensa per la squadra e lo si sente già per le strade della città".

Il coro più bello dei tifosi?

"Mi piace quello che inizia con 'State tutti attenti che..." oppure 'Urlando contro il cielo' che poi se fatto assieme ad una coreografica diventa qualcosa di spettacolare". 

A Salerno da avversario, cosa hai provato?

"L'Arechi è uno stadio pauroso, impressionante, soprattutto per i portieri. Se fosse pieno ogni domenica giocheremmo davvero in dodici uomini".

Perché hai scelto il numero dodici? Il tuo idolo da bambino?

"Ho debuttato con questa maglia, il numero dodici ormai mi appartiene. Il mio idolo è ancora Buffon, una leggenda del calcio mondiale. Nel 2006 avrebbe meritato anche il pallone d'oro". 

Il compagno più simpatico?

"Maistro è il più stupido (ride). Sto scherzando, comunque. Alla fine sono tutti dei ragazzi simpatici, mi mancano e spero si torni a giocare il più presto possibile".