Dal punto di vista tattico, la gara di Caravaggio ha raccontato una Salernitana pragmatica, più attenta all’equilibrio che alla spettacolarità (nessun cambio modulo anche dopo la superiorità). L’espulsione di Cissè dopo pochi minuti ha indirizzato la partita, ma i granata non hanno mai cercato di forzare i tempi, scegliendo piuttosto una gestione ragionata del possesso e degli spazi. La squadra ha mantenuto un baricentro medio, evitando in ogni caso di scoprirsi.

In fase di costruzione, la Salernitana ha privilegiato uno sviluppo semplice, i centrali e De Boer hanno cercato spesso le catene laterali per aggirare la pressione dell’Atalanta U23 dove però Longobardi e Villa non hanno mai affondato. Achik è stato il principale riferimento offensivo (come in tutte le ultime gare dei granata) per ampiezza e uno contro uno, mentre il centrocampista olandese ha interpretato il ruolo di mezzala con intelligenza, inserendosi poi in area di rigore al momento giusto.

Dopo il vantaggio, la scelta è stata chiara, abbassare i ritmi, compattarsi tra le linee e difendere con ordine. La linea arretrata ha lavorato bene in copertura preventiva (avvantaggiata anche dall'uscita di Cissè appunto), concedendo poco in profondità, ma è mancata continuità nella rifinitura, soprattutto negli ultimi sedici metri. Una prova di maturità, dunque, più di controllo che di dominio, efficace ma ancora lontana da una vera prova di forza.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 20 gennaio 2026 alle 12:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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