Un fine settimana paradossale, ma tutto sommato in linea con quanto a Salerno sta accadendo da tre anni. Nemmeno il pareggio con la Cavese e il successivo post-gara ad alta tensione hanno spinto la società a prendere una decisione utile quantomeno a scuotere una squadra in confusione e a lanciare un messaggio alla tifoseria che, a questo punto, proseguirà sulla via della contestazione. Spazientita da una programmazione non ambiziosa e da una classifica anonima dopo due retrocessioni consecutive e un elenco infinito di promesse non mantenute.

Ma andiamo con ordine. Finito il match con la Cavese (un pari condizionato da un errore arbitrale, ma soprattutto da un secondo tempo pessimo dei granata), c’è stato un confronto molto acceso tra il direttore sportivo Daniele Faggiano e il tecnico Giuseppe Raffaele, con parole forti e uno strappo apparentemente insanabile. I calciatori e molti addetti ai lavori presenti hanno ascoltato tutto, al punto che il ds avrebbe fatto intendere alla squadra che, alla ripresa degli allenamenti, avrebbero potuto trovare una nuova guida tecnica. Nella tarda serata di sabato, però, divergenza totale tra la proprietà e Faggiano. Iervolino avrebbe “rinfacciato” al ds aver difeso l’allenatore a spada tratta opponendosi in ogni modo a un licenziamento in diverse occasioni, al punto da metterlo a cospetto di un bivio: permanenza di Raffaele o soluzione interna con la promozione di mister Stendardo dalla Primavera.

Ipotesi che Faggiano ha bocciato subito, rimandando ogni discorso alla giornata di ieri. Nulla, però, è cambiato. Iervolino, Milan e la società – pare anche per motivi economici – non hanno ritenuto opportuno mettere sotto contratto un altro tecnico, per di più con una classifica che non dà speranze in ottica primo posto e che, tutto sommato, è in linea non con le promesse di inizio stagione, ma con le reali potenzialità di una rosa incompleta in almeno tre reparti su quattro. Faggiano ha incassato, non si dimette nonostante la notizia della lite con Raffaele sia di pubblico dominio e ha accettato di ripartire con l’attuale allenatore preparandosi ad un confronto che avverrà oggi in città nel chiuso del centro sportivo Mary Rosy. Nel frattempo erano circolati tanti nomi.

Un mese fa la pista Pagliuca sembrava percorribile, ma in società non hanno garantito un anno e mezzo di contratto. D’Aversa è stata ipotesi non veritiera, mentre Iervolino aveva pensato anche a Pasquale Marino che, per il legame con la piazza e la voglia di riscatto dopo il caso Sampdoria, forse sarebbe stato l’unico a firmare per sei mesi e senza pretendere clausole o rinnovi automatici legati al raggiungimento della promozione. Resta un nome sul taccuino del patron che, comunque vada a finire questa stagione, a giugno ripartirà comunque da zero. 

Sezione: News / Data: Lun 16 febbraio 2026 alle 17:30 / Fonte: Luca Esposito per TMW
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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