Ci sono partite che, indipendentemente dal calendario, sembrano occupare uno spazio a parte nella stagione. Benevento-Salernitana è una di queste. Un derby che porta con sé storia, rivalità, ambizione e quella carica emotiva che inevitabilmente sposta gli equilibri, almeno per una settimana. Ma proprio perché carico di significati, questo incrocio va maneggiato con cura: è importante, importantissimo, ma non ancora risolutivo. Siamo soltanto alla sedicesima giornata, neanche alla metà di un percorso lungo, tortuoso e destinato a trasformarsi nuovamente quando a gennaio il mercato riaprirà le porte e cambierà inevitabilmente i connotati alle squadre in corsa.

Benevento e Salernitana arrivano allo scontro diretto consapevoli di recitare un ruolo da protagoniste nella volata verso la B. Entrambe hanno alternato momenti di brillantezza a passaggi a vuoto, entrambe hanno qualità e limiti ben chiari. I giallorossi si presentano dopo una fase altalenante, ma con numeri casalinghi che parlano in loro favore. I granata, invece, pur avendo perso per strada qualche punto inatteso per qualche pareggio di troppo, continuano a rimanere stabilmente nel gruppo di testa, mostrando carattere, capacità di adattamento e una solidità mentale che in questo campionato pesa quanto la qualità tecnica.

Eppure, nonostante la posta in palio sembri altissima, il derby non può e non deve essere etichettato come spartiacque definitivo. Il Catania, approfittando dei rallentamenti delle dirette concorrenti, ha appena messo la freccia ed è diventato capolista in solitaria. Basterebbero due giornate per ribaltare nuovamente la classifica, figuriamoci un intero girone di ritorno ancora da scrivere. Nel mezzo ci sarà la finestra di gennaio con innesti, correzioni, addii improvvisi e colpi a sorpresa. Il campionato potrebbe cambiare pelle rapidamente, come spesso accade nei tornei di Serie C dove l’equilibrio è labile e la continuità resta un bene preziosissimo.

Questo non significa che Benevento-Salernitana non conterà. Tutt’altro. È un test di maturità, un banco di prova per capire quanto la Salernitana sia già pronta a reggere il peso della pressione e quanto invece debba ancora crescere. È una gara che può dare una scossa emotiva, cambiare il morale, alimentare fiducia o far nascere qualche interrogativo in più. Chi vincerà, manderà un segnale forte: non a caso, queste partite spesso valgono più per la testa che per la classifica. Ma considerarlo un match decisivo a dicembre sarebbe eccessivo e fuorviante.

Il derby del Vigorito è un capitolo importante ma non l’epilogo. Il cammino è ancora lungo e pieno di incognite e la storia recente insegna che ciò che sembra scritto oggi può essere ribaltato domani.  Il vero giudizio arriverà più avanti, quando gli errori non saranno più recuperabili e quando il mercato avrà ridefinito il valore reale delle rose. Ora, invece, è tempo di derby, sarà intenso, sentito, atteso. Ma appunto non ancora decisivo.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 01 dicembre 2025 alle 00:00
Autore: Lorenzo Portanova
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Caporedattore dal 2023
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