A Salerno profilo basso, complimenti di circostanza e la scelta di non recarsi in sala stampa per parlare con i giornalisti locali temendo che qualche domanda potesse riguardare l'atteggiamento assunto qualche anno fa. Oggi, invece, abbiamo rivisto il solito Mandorlini. Nervoso e teso sin dai primi minuti, nettamente perdente nello scontro con il collega Cosmi e addirittura capace di aggrapparsi all'arbitro senza rendersi conto che i suoi giocatori hanno picchiato come fabbri meritando forse anche qualche provvedimento disciplinare in più. Cantalo ora, "ti amo terrone", dopo aver vinto una finale playoff con un rigore inesistente. Nel calcio la ruota gira, stasera tutto il Sud ha tifato Salernitana.
Onestà intellettuale richiederebbe di analizzare il doppio confronto diversamente. La Salernitana, tra andata e ritorno, ha costruito una ventina di occasioni nitide, ha segnato quattro gol, ha passato il turno pur con un solo risultato a disposizione e il ritorno in trasferta, con tre reti annullate, due legni e un dominio che non lascia spazio a interpretazioni diverse. Il Ravenna di Marchionni avrebbe sicuramente destato maggiori preoccupazioni, oggi invece abbiamo visto una squadra nervosa, scarica, senza idee, monotematica, nettamente inferiore alla Bersagliera. Quanto basta per rimarcare ancora l'imbarazzante divario tecnico tra il girone meridionale e tutti gli altri.
La Salernitana, a oggi e per distacco, è la squadra migliore dei playoff. Unica a vincerne 3 su 4, a fare due colpi esterni di fila, a mandare a segno sette giocatori diversi e a mettere sotto Casertana e Ravenna che erano ossi durissimi. Bravissimo Cosmi, abile a rivitalizzare un gruppo che si era completamente smarrito tra febbraio e aprile e che ora suda la maglia consentendo anche ai meno bravi di dare un contributo importante. Donnarumma sta trasmettendo di nuovo sicurezza, Matino è insuperabile, Golemic giganteggia, Anastasio e Tascone stanno meritando la maglia da titolare, De Boer nella mediana a due a tratti pare un calciatore di categoria superiore e Ferraris manda al bar tutti i diretti avversari. Se poi Villa riprendere a essere "pendolino" e Inglese la mette dentro in quel modo allora nessun traguardo potrà essere precluso.
Ma, senza voler mettere le mani avanti, invitiamo la piazza a godersi il momento e a ricordare queste settimane con emozione a prescindere da come finirà. Dopo due anni e mezzo horror avevamo bisogno di vivere giornate del genere. Adrenalina, lacrime, brividi, il riavvicinamento della provincia, gli allenamenti a porte aperte, 42mila persone all'Arechi in 4 giorni, i maxi schermi nelle piazze, la presenza sugli spalti di donne, famiglie e bambini, boati che fanno accapponare la pelle, Iervolino che ammira una super scenografia che fa il giro del mondo e qualcuno a 54 chilometri che rosica. Nessun risultato futuro cancellerà quelle che stiamo vivendo, quei crampi allo stomaco prima della gara e le notti insonni a messaggiare con amici tifosi che sono magnifici compagni di una storia ancora tutta da scrivere. E allora...forza Salernitana! Ci devi credere!
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