Chi al posto di Raffaele? La società cerca un allenatore che accetti un ruolo da traghettatore fino a giugno, magari con una clausola nel contratto riferita all’eventuale promozione in B attraverso gli spareggi. Bisoli ha detto pubblicamente che sarebbe ben felice di guidare la Salernitana, ma non è un nome sul taccuino della dirigenza. Il ritorno di Marino stuzzica la proprietà, soprattutto per la voglia comune di riscattare la retrocessione contro la Sampdoria che ancora oggi è ferita aperta nel cuore del pubblico granata. A ieri sera nessun contatto ufficiale, ma il club ha preso atto della sua disponibilità: esordirebbe proprio contro il Catania, piazza nella quale ha fatto grandi cose.

Fabio Caserta è un profilo che piace molto, ma è legato contrattualmente al Bari. Pagliuca, un mese fa, fu chiamato direttamente dalla dirigenza, ma la richiesta di un anno e mezzo di contratto avrebbe frenato la società e, in particolare, il presidente Maurizio Milan. Anche la categoria costituiva un problema, visto che Pagliuca ha comunque estimatori in B ed è un tesserato dell’Empoli. Resta in piedi anche la soluzione interna che risponde al nome di Guglielmo Stendardo, vicinissimo dopo la sconfitta col Cerignola e comunque allertato dalla proprietà. Soluzione che però si scontra con l’idea di Faggiano che vorrebbe un profilo di maggiore esperienza.

Il ds ieri in conferenza era un fiume in piena. Ha ammesso di non essere riuscito a scuotere il gruppo, ha detto che la squadra gioca male da sempre e ha dichiarato che dopo il mercato di gennaio c’è stato un peggioramento, battibeccando anche con qualche giornalista presente. Se a ciò abbiniamo la discussione a Cava con Raffaele in presenza della squadra è lecito pensare ci sia scarsa serenità all’interno della Salernitana e, dunque, a giugno potrebbe esserci l’esonero anche del direttore sportivo. Altro tesserato che, numeri alla mano, sta facendo malissimo.

A proposito di numeri, ieri ufficialmente erano in quasi 8500 sugli spalti, ma in realtà la metà degli abbonati ha disertato e in molti sono rimasti a casa. La tifoseria ha intonato cori contro Iervolino invitandolo a cedere la società, messaggi durissimi anche all’indirizzo dei calciatori tacciati di scarso impegno. Insomma, un clima davvero rovente e una situazione incandescente che ha radici lontane: questa rosa non aveva dall’inizio le carte in regola per essere competitiva. E la società rischia di aggiungere alla  collezione un altro campionato fallimentare.

Sezione: News / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 13:30 / Fonte: Luca Esposito per TMW
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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