La Salernitana riparte dal 3-2 del Pinto e prova a blindare il passaggio del turno davanti a oltre 15mila tifosi. A parlare del momento granata è Angelo Gregucci, doppio ex di Salernitana e Casertana. Il tecnico granata analizza la sfida di ritorno, il peso psicologico del risultato dell’andata, la gestione delle emozioni e il legame mai nascosto con Salerno.


Mister, da un lato a Caserta c’è entusiasmo nonostante la sconfitta, dall’altro a Salerno prevale il rammarico per il 3-2 finale. Come lo spiega?

«Salerno metabolizzerà tutto al ritorno. La Salernitana deve preparare la partita come se fosse 0-0. Passare dal 3-0 al 3-2 chiaramente lascia amarezza, ma la squadra ha un condottiero esperto e saprà azzerare tutto. La maturità sarà giocare un’altra gara solida senza appoggiarsi al risultato dell’andata. La Casertana ha dimostrato durante l’anno di avere valori importanti».

La Casertana dovrà vincere con due gol di scarto. Che partita si aspetta?

«Mi aspetto una Salernitana molto attenta tatticamente. La Casertana ha poco da perdere, dovrà fare la partita e cercare il risultato. I granata dovranno leggere bene ogni situazione, senza esaltarsi o deprimersi. Anche se vai sotto o passi in vantaggio devi mantenere equilibrio. È una gara che si giocherà molto sulla testa».

Come spiega il crollo fisico e mentale della Salernitana dopo lo 0-3?


«Secondo me è soprattutto una questione mentale. Sul 3-0 magari la Salernitana ha sentito di avere la partita in mano e ha abbassato qualcosa a livello psicologico. La Casertana invece negli ultimi minuti ha impressionato atleticamente, creando tanto. Per questo dico che la testolina farà la differenza nella gara di ritorno».

Cosmi è stato criticato per i cambi finali. È d’accordo?

«I giudizi spesso sono figli del risultato. Se metti un altro giocatore magari cambia tutto. In questo momento conta soprattutto la maturità della squadra nel leggere le situazioni. La Salernitana ha valori superiori, ma deve dimostrarlo con personalità e intelligenza tattica. Non può permettersi di regalare nulla».

Domani ci saranno oltre 18mila spettatori. Salerno continua a stupire?

«Salerno sotto questo aspetto è una garanzia. Ci saranno discussioni, contestazioni, esaltazioni, ma quando c’è da sostenere la squadra il popolo granata si compatta sempre. Per una partita di Serie C vedere 15-20mila persone allo stadio è qualcosa di straordinario».

Lei non ha mai nascosto il suo amore per Salerno. Che rapporto conserva con la città?


«A Salerno ho lasciato pezzi importanti del mio cuore. La Salernitana mi ha lanciato nel calcio importante da giovane allenatore. Entrare all’Arechi era sempre un’emozione enorme. È una piazza unica nel panorama italiano. Quando la Salernitana soffre, soffro anch’io. Quando invece vive momenti belli, sono felice per la città».

Cosa rende speciale Salerno per un calciatore giovane?

«Il senso d’appartenenza. Io dissi a Molinaro che se avesse retto Salerno avrebbe potuto giocare anche nella Juventus. E infatti tanti ragazzi fecero grandi carriere. Salerno è un banco di prova importante. Se fai bene lì puoi giocare ovunque».

Nei playoff persi contro il Frosinone si parlò di tensioni nello spogliatoio. Fu davvero così?

«No, assolutamente. Nessun problema interno. Il Frosinone era semplicemente più forte di noi».

La scelta di Cosmi al posto di Raffaele quanto può incidere?

«Contano sia esperienza che conoscenza della categoria. Raffaele aveva tanta Serie C alle spalle, Cosmi invece ha grande esperienza generale ma meno nella categoria. Salerno è una piazza che vive sempre per vincere e la Serie C è un inferno calcistico. Da costruire è difficilissimo, da distruggere basta poco. Sulla gestione delle emozioni, però, Cosmi rappresenta una garanzia».

Un pronostico finale?

«Sarà una partita molto combattuta, ma per quello che mi lega a Salerno io tifo Salernitana».

Sezione: News / Data: Mer 13 maggio 2026 alle 08:00 / Fonte: la Città
Autore: Gaetano Ferraiuolo
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Caporedattore dal 2024